Investigation points to E.U. complicity in deplorable treatment of migrants in Libya (The New Yorker, Dec.4/2021)


“The E.U. has created a shadow immigration system that captures them before they reach its shores, and sends them to brutal Libyan detention centers run by militias,” says investigative journalist Ian Urbina.  His eye-opening investigation, published this week in the New Yorker magazine tells about abuses in overly cramped cells.The horror of Al Mabani . Around 1,500 people are packed into eight cells. Tuberculosis and COVID-19 spread among detainees. There is one toilet per 100 people, meaning detainees often have to urinate in bottles or defecate in the shower. Guards march the detainees out to the courtyard twice a day  where they place communal bowls of food on the floor from which they are expected to eat. The cells have fluorescent lights that stay on all night.  Those who break the rules are put into isolation . They are tied from a ceiling beam and beaten. Women are frequently taken out of the cells to be raped by the guards, many children were born as consecuence of rapes, The New Yorker reports: In the past six years, the E.U.weary of the financial and political costs of receiving migrants from sub-Saharan Africa, has created a shadow immigration system that stops them before they reach Europe. It has equipped and trained the Libyan Coast Guard, a quasi-military organization linked to militias in the country, to patrol the Mediterranean, sabotaging humanitarian rescue operations and capturing migrants. The migrants are then detained indefinitely in a network of profit-making prisons run by the militias. In 2017, Italy signed a Memorandum of Understanding with Libya, backed by  the E.U,that affirmed “the determination to cooperate in identifying urgent solutions to the issue of clandestine migrants crossing Libya to reach Europe by sea.” Around half a billion dollars from the E.U.’s Emergency Trust Fund for Africa has been paid to Libya for so-called migration management.

 

2 storie di bambini profughi (Comunità Papa Giovanni XXIII, ag. 2021)


Ola, nome di fantasia, ha 11 anni. C’era anche lui fra i bambini profughi, un sabato di giugno dalla nave Sea Watch 3 che aveva attraccato a Reggio Calabria. Era con altri 27 bimbi che hanno compiuto il viaggio della speranza da soli, senza i genitori. Ma quella di Ola è stata un’odissea. Partito da solo dalla Nigeria, dopo la traversata del deserto i suoi genitori sono stati uccisi dai trafficanti in Libia

Benny (nome di fantasia) è arrivato  a 15 anni da solo dal Mali, con una forma di leucemia fulminante. A sei mesi dal suo arrivo a Catania, ha iniziato il suo inserimento a scuola. I volontari l’hanno accompagnato regolarmente alle visite sanitarie: «Le terapie  vanno fra alti e bassi, L’anno scorso ha avuto alcune infezioni e non è potuto entrare in classe. sogna di diventare cuoco».  Benny quest’anno ha vissuto a Reggio Calabria, insieme a due ragazze di 17 anni che erano state vendute a trafficanti di schiavi ai fini della prostituzione. Insieme ai loro due figli neonati, di 20 giorni e di 1 mese. Sono rimaste incinte in Italia, di altri profughi minorenni, nella struttura di prima accoglienza. Poi in casa ci sono gli altri ragazzini soli, con volontari, un assistente sociale ed un mediatore culturale.

La battaglia di Nice, una vita contro le mutilazioni genitali femminili(AGI,3/12/021)


Un libro sulla storia di una donna Masai, Nice Nailantei Leng’ete, che lotta fin dall’età di 9 anni per restituire dignità alle bambine africane. La battaglia di una vita contro le mutilazioni genitali. Una donna Masai, Nice Nailantei Leng’ete lotta da sempre, fin dall’età di 9 anni – oggi 30enne – per restituire dignità alle bambine africane. “Una lotta contro l’indifferenza”, come lei dice. Nice, operatrice di Amref Health Africa, è nata in una tribù di pastori ed è cresciuta in un villaggio rurale ai piedi del monte Kilimangiaro. Per i tipi di Piemme, Nice ha pubblicato “Sangue, la storia della ragazza masai che lotta contro le infibulazioni”   

I cacciatori di aquiloni costretti a vendersi al confine con il Pakistan (La Stampa, 3/12/021)


Aspettano che cali il buio per andarsi a offrire ai camionisti in arrivo dal Pakistan. È questa la realtà dei bambini afghani. stretti nella morsa della fame e del freddo nel regno dei taleban. Il loro portavoce, Zabihullah Mujahid, aveva annunciato: «Con noi saranno sempre al sicuro». Ma basta guardare che cosa succede al valico di frontiera di Torkham, l’incrocio più trafficato al confine con il Pakistan, per scoprire quale tragedia stia accadendo ai piccoli orfani scappati dalla guerra.

L’inverno impossibile in Afghanistan: 12 gradi sotto zero e niente cibo, i bambini muoiono di fame o polmonite (Today, 2/12/021)


Nell’Afghanistan in mano ai talebani quasi 800.000 bambini stanno affrontando un inverno gelido senza ripari adeguati. Sono 8,6 milioni i bambini che vivono in famiglie che non hanno coperte a sufficienza e più di 3 milioni non hanno il riscaldamento per tenersi al caldo. Alcuni bambini sono già morti di fame a causa dell’aumento dei prezzi del cibo che le famiglie non possono più permettersi e 5 milioni di bambini sono a un passo dalla carestia. Questo l’allarme per la richiesta di aiuti immediati lanciato da Save the Children, che sta sostenendo più di 26.000 famiglie in nove delle province più colpite, fornendo coperte, vestiti caldi e mezzi e combustibile per riscaldarsi.

Inverno in Afghanistan

U.K. MPs vote on bill to ban child marriage (The Guardian &Freedom United, Nov. 21st 2021)


Success! U.K. MPs voted on Friday to pass a bill that would criminalize child marriage, progressing the bill to the next stage in the parliamentary process – with government support! We have been waiting since October 2020 for the bill to move to the next stage. 240,000+ global supporters have joined the campaign led by Freedom United board member, campaigner and coerced child marriage survivor Payzee Mahmod.

UNITED NATIONS  World Children’s Day. Today 20th November


World Children’s Day was first established in 1954 as Universal Children’s Day and is celebrated on 20 November each year to promote international togetherness, awareness among children worldwide, and improving children’s welfare.November 20th is an important date as it is the date in 1959 when the UN General Assembly adopted the Declaration of the Rights of the Child. It is also the date in 1989 when the UN General Assembly adopted the Convention on the Rights of the Child.Since 1990, World Children’s Day also marks the anniversary of the date that the UN General Assembly adopted both the Declaration and the Convention on children’s rights.Mothers and fathers, teachers, nurses and doctors, government leaders and civil society activists, religious and community elders, corporate moguls and media professionals, as well as young people and children themselves, can play an important part in making World Children’s Day relevant for their societies, communities and nations.World Children’s Day offers each of us an inspirational entry-point to advocate, promote and celebrate children’s rights, translating into dialogues and actions that will build a better world for children. 2021 Theme: A Better Future for Every Child.

(Photo UN)

Migranti in bielorussia spostati in un centro di raccolta (Sky TG24, 19/11/021)


I migranti con i loro bambini partono dal Medioriente e arrivano in Bielorussia con il favore del governo che concede i visti. Poi restano ammassati al confine polacco. Ormai la temperatura è scesa sotto zero. L’accusa da parte Ue è che Minsk spinga i profughi verso il confine con l’intenzione di mettere in difficoltà l’Unione europea. L’Ue ha mobilitato 700mila euro per cibo, coperte e kit di primo soccorso, ma la presidente della Commissione accusa: “Il regime bielorusso deve smettere di adescare le persone, mettendo a rischio le loro vite”.Intanto per ora sono stati spostati in parte in un centro di raccolta. Dei rimanenti non sono state date notizie. I migranti vengono dal Medioriente e, dall’inizio dell’estate, la Bielorussia li accoglie e poi li spinge verso il territorio polacco e dei Paesi baltici. Attualmente sarebbero circa 4mila le persone al gelo e in condizioni sempre più precarie secondo quanto affermano le ong, 

Bielorussia, bimbo di un anno muore di freddo al confine con la Polonia. (Il Messaggero di Roma, 19/11/021e TG5)


È sempre più emergenza sanitaria al confine tra Bielorussia Poloniadove da tempo migliaia di persone fuggite da Medio Oriente e Asia centrale sono accampate sopportando, tra le altre cose, il rigido inverno locale.Un bambino di appena un anno è morto di freddo nella foresta al confine tra i due paesi. Il piccolo si trovava in zona da circa un mese e mezzo insieme ai genitori siriani. In questi momenti in Bielorussia è stato riaperto, su spinta della UE,un centro di accoglienza per i disperati in attesa, I locali sono .riscaldati e verranno somministrati pasti caldi.

La Polonia respinge i migranti mezzo assiderati con cannoni ad acqua e lacrimogeni( Tutti i TG del 16 e 17/11/21)


Spinti dalle parole del dittatore Bielorusso Lukashenko, alcune migliaia di disperati profughi bielorussi e di altre provenienze (Siria e Afghanistan) si sono ammassati sul confine tra Bielorussia e Polonia, La Polonia, nonostante l’avvertimento della UE, li ha respinti anche con getti di idranti , con una temperatura di O°C, sono completamente imbottigliati, non potendo tornare indietro perchè cacciati dalla Bielorussia e neppure entrare in Polonia che non li vuole, Praticamente condannati a morire di fame e di freddo, tra loro tanti troppi bambini, Un’altra tragedia sotto i nostri distratti occhi che ormai  pensano  al Natale, Alcune centinaia di bambini non hanno retto e sono già morti di freddo e fame

Foto Valigia Blu.