“L’Osservatore di strada” , Una bella iniziativa del quotidiano L’Osservatore Romano (Vatican News, 29/6/2022)


E’ stato distribuito , gratuitamente – o a offerta libera per chi volesse- oggi in Piazza San Pietro, al termine dell’Angelus recitato da Papa Francesco, in occasione della Festa dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma,   un supplemento mensile de L’Osservatore Romano, dal significativo titolo “L’Osservatore di strada” . Riporterà storie, esperienze, ma anche pensieri ed opinioni di tutte quelle persone con cui altrimenti ci si fermerebbe in strada giusto per l’elemosina. Quindi poveri, emarginati, scartati, esclusi sociali, persone ferite dalla vita. E’ stato lo stesso Papa Francesco ad illustrarlo dopo l‘Angelus. Non si tratta però di “un giornale ‘per’ i poveri, ma ‘con’ i poveri”, ha chiarito ieri il direttore editoriale dei media vaticani, Tornielli,.“Li coinvolge facendoli parlare, facendoli essere protagonisti”. Una “iniziativa bella”, che si collega alla rete già esistente di “giornali di strada” (come ad esempio Scarp de’ Tenis a Milano),

Bambine e bambini scomparsi, dati choc: «In Italia raddoppiate le denunce, oltre 8mila nel 2019» (Il Messaggero, 23/5/2022)


Spariscono nel nulla, bambine bambini e adolescenti, stranieri e italiani. E sono sempre di più. In Italia nel 2019 le denunce di scomparsa di minori sono state 8.331,  di cui 5.376 stranieri e 2.955 italiani. A lanciare l’allarme è  Telefono Azzurro in occasione della giornata internazionale dei bambini scomparsi: i casi nel nostro paese sono raddoppiati rispetto al 2018. Secondo Missing Children Europe, nel 2019 il Numero Unico per i Bambini Scomparsi 116.000 in Europa ha risposto a 55.284 contatti con 7.582 casi dei quali il 55% dei nuovi casi ha riguardato i rifugiati e il 23% minori sottratti ai genitori. Secondo ICMEC, il fenomeno ha proporzioni allarmanti: nel Regno Unito circa 80 mila casi di scomparsa . In Russia oltre 45.000, in India 111.569, negli Stati Uniti oltre 421.394. .

12 Giugno 2033,Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile (Organizzazione Internazionale del Lavoro – OIL)


Domenica scorsa è stata la Giornata Mondiale contro lo Sfruttamento del Lavoro Minorile. Tranne un accorato appello di Papa Francesco, la giornata è passata nell’indifferenza generale qui  in Italia ma anche nel mondo. Eppure siamo tutti colpevoli nel momento in cui usiamo un cellulare,  indossiamo un capo di abbigliamento prodotto in Estremo Oriente, compriamo un  un tappeto o ci gustiamo un cioccolatino proveniente dall’Africa…. Preparato dall’Ufficio Internazionale del Lavoro e dall’Istituto degli Innocenti dell’UNICEF di Firenze, il nuovo rapporto OIL/UNICEF   evidenzia che, anche prima della pandemia, meno della metà della popolazione mondiale (o il 46,9 per cento) beneficiava solamente di una delle prestazioni di protezione sociale. La copertura per i bambini era ancora più bassa: 1,5 miliardi di bambini (i 3/4  della popolazione mondiale in età infantile)  non beneficiavano di nessuna misura di protezione sociale .Il lavoro minorile continua ad essere un fenomeno  globale e tutti i paesi ne sono colpiti, sia direttamente che attraverso i canali del commercio mondiale e delle filiere globali di fornitura. Anche l’Italia non è esente da sacche di sfruttamento del lavoro minorile,  EUROSTAT evidenzia che in Italia nel 2020 un minore su quattro  era a rischio di povertà e esclusione sociale. Il rapporto dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, pubblicato questo mese, indica che la dispersione scolastica dei ragazzi tra gli  11 e14 anni riguarda principalmente i bambini e gli adolescenti e le regioni del Sud e le isole, con la Sicilia che registra il tasso piu’ alto. In queste regioni, il rapporto segnala un’apparente correlazione tra abbandono scolastico e lavoro minorile..

Unicef: testimonianze di bambini schiavi


“E’ dall’anno scorso che faccio lo spaccapietre. C’è tanto lavoro, perchè questa cava è vicina a Lima, e molti cantieri vengono qui a comprare materiali per costruire i palazzi e le strade. Siamo quasi tutti ragazzi, a lavorare con martello e piccone. Faccio tanta fatica che a volte mi sento morire.” (Pedro, 10 anni, spaccapietre – Perù)

 Io ho cominciato a 7 anni, aiutavo un parente. Adesso sto sotto padrone, 9-10 ore al giorno a cucire palloni, a mano. Sempre lo stesso lavoro, mi rovino le dita e non imparo altro. Sto nella la zona industriale del Pakistan, si produce di tutto¸ anche strumenti chirurgici, bisturi ecc. Ma soprattutto si fanno palloni di  da rugby e da calcio. I palloni  hanno molti marchi, credo siano famosi in mezzo mondo.” (Latif, 11 anni, cucitore di palloni – Pakistan)

“Ci sorveglia un adulto. Si accerta che lavoriamo in continuazione: Quando si arrabbia, ci picchia  E’ da un anno che lavoro. Mangiamo e dormiamo qui dentro, poco spazio e l’aria è piena di polvere di lana: Per tessere un tappeto quattro bambini hanno un mese di tempo. Il capo dice che ha prestato dei soldi ai nostri genitori; lavoriamo sedici ore al giorno ” (Guri, 9 anni, tessitrice di tappeti – Nepal)

Lavoro nella discarica da qualche mese, insieme ai miei amici. A casa ci torno ogni tanto, mio padre è andato via e mia madre non ce la fa. Molte notti le passo qui vicino, sotto una tettoia con gli altri. Raccogliamo tante cose, tra i rifiuti, che si possono rivendere: bottiglie di vetro, lattine e barattoli, cartoni” “ (Sebastiao, 7 anni, raccoglitore d’immondizia – Brasile)

Assedio a Kiev, bombe anche contro asili e orfanotrofi: un’intera generazione in pericolo(Today mondo 31/5/022)


C’è anche l’allarme per le radiazioni nucleari, sono in aumento nella zona di Chernobyl. La centrale torna a fare paura, perché le conseguenze del disastro del 1986 sono ancora tangibili e si teme che il passato torni prepotentemente. E c’è il conto delle vittime, che sale. Non solo militari. Si parla già di bimbi vittime del conflitto.  Ufficiali ucraini hanno riferito che diversi bambini sono stati feriti nei bombardamenti del villaggio di Okhtyrka, nell’oblast Sumy, Ucraina orientale. A essere stati colpiti, secondo quanto si apprende, rifugi e un asilo.Il condizionale è d’obbligo perché le informazioni sono poche, spesso contradditorie. Ma che le azioni belliche non siano solo verso bersagli militari è ormai certo. Gli attacchi russi di oggi in Ucraina “contro un asilo nido e un orfanotrofio sono crimini di guerra e violazioni dello Statuto di Roma”, denuncia il ministro degli Esteri ucraino. L’Onu lancia un appello proprio per proteggere i più piccoli. Sono 7,5 milioni, secondo l’ONU, i bambini in Ucraina “che devono essere protetti  e in nessun caso dovrebbero essere reclutati o utilizzati in guerra”. “Chiediamo a tutte le parti di astenersi dall’attaccare le infrastrutture civili che hanno un impatto sui bambini, come le scuole, le strutture mediche e i sistemi idrici e sanitari. Non è troppo tardi per salvare questa generazione di bambini, i minori pagano sempre il prezzo più alto”.  

YEMEN, La guerra dimenticata: L’ONU annuncia una tregua di  ben due mesi.   (OXFAM Italia, 18/5/22)


In Yemen 7 lunghissimi anni di guerra non hanno distrutto solo ospedali, abitazioni, scuole, infrastrutture essenziali, ma hanno annientato la vita di bambini, donne e uomini. I continui bombardamenti e gli attacchi aerei rendono difficile e pericoloso raggiungere le persone per portare loro beni essenziali e aiuti. A volte alcune zone del Paese sono inaccessibili.  Forse, però, si è aperto un piccolo barlume di speranza. Adaprile finalmente l’Onu ha annunciato una tregua temporanea di due mesi in Yemen. Questo significa che le operazioni militari offensive aeree, terrestri e marittime sono momentaneamente sospese. È un’occasione preziosa per dare una mano.  La situazione è catastrofica. Il cibo scarseggia. I prezzi sono aumentati in modo irragionevole. Oltre 17 milioni di persone soffrono già la fame. Come racconta Ali Hassan Hadi che vive assieme ai due figli piccoli ad Hajah, citta sulle montagne nell’ovest del paese: “Spesso i miei figli vanno a dormire a stomaco vuoto. . I nostri pasti sono composti spesso solo di un po’ di pane”. 7 anni di guerra e una tregua di soli due mesi. Sarà questo il destino anche per l’Ukraina? (NdR)

Le condizioni di vita dei bambini poveri (Action Aid)


Africa, Asia Meridionale e America Latina. La fame è un problema che colpisce soprattutto i bambini del sud del mondo. A causa della mancanza di cibo, ogni anno quasi sei milioni di bambini non superano il quinto anno di vita, mentre in occidente aumentano sempre di più i casi di obesità.   In altre parole, la fame è un problema che colpisce soprattutto i bambini del sud del mondo. Si può provare a descriverla, la condizione dei bambini poveri, partendo da: a)   Fame. Nel mondo più di ottocento milioni di persone soffrono la fame. I più colpiti sono i bambini. Si stima che nel mondo i bambini sottopeso siano circa cento milioni, per loro deficit di sviluppo è la realtà di tutti i giorni e l’80% dei bambini che ne soffre vive in appena venti Paesi. Paesi che si trovano tutti nel Sud del mondo (dati: Wfp, Who). b) Istruzione. Povertà e istruzione sono fortemente legate. A farne le spese, come sempre, sono i bambini. L’analfabetismo nel mondo è un problema che riguarda 750 milioni di adulti e 264 milioni di bambini e giovani. Un problema che comincia fin da bambini, quando le scuole sono troppo lontane, sono troppo care, non hanno insegnanti qualificati (dati: Unesco). c) Salute.   Malaria,HIV, tubercolosi: sono le malattie con cui i Paesi poveri devono fare i conti. E senza avere strutture, competenze e tecnologie presenti nei Paesi occidentali. Significa che contrarre una di queste malattie nei Paesi poveri,  non lascia scampo. Malattie come l’AIDS si contraggono fin da bambini, direttamente dai genitori

Did  you know organs are being forcibly harvested from human beings? (Freedom United May 8/2022)


Human trafficking for organ removal and organ trafficking persist around the world, with primary victims being political prisoners, ethnic and religious minorities, and other vulnerable people like children. Organ trafficking hotspots include China, India, Pakistan, Turkey, Brazil, Nepal, Philippines, Kosovo, Iran, and former Soviet states in eastern Europe. Globally only seven countries have passed legislation to combat these  crimes.  Forced organ harvesting and organ trafficking are interlinked crimes where organs are taken from victims through coercion or without informed consent and sold illegally, often making their way into the organ tourism transplant market. This means unknowing tourists undergoing organ transplants abroad are at-risk of receiving organs linked to organ trafficking and forced organ harvestingIn many countries, impoverished people are targeted and coerced to sell an organ. Human trafficking for organ removal and organ trafficking persist  in China, India, Pakistan, Turkey, Brazil, Nepal,  Philippines, Kosovo, Ira, and former Soviet states in eastern Europe. Alarmingly, globally only seven countries have passed legislation to combat these crimes. Organ harvesting and organ trafficking are in crimes where organs are taken from victims through coercion or without informed consent and sold illegally, often making their way into the organ tourism transplant market. This means unknowing tourists undergoing organ transplants abroad are at-risk of receiving organs linked to organ trafficking and forced organ harvesting. In many countries, impoverished people are targeted and coerced to sell an organ.

Children marriage banned in England and Wales (Freedom United, May 6/2022 )


The bill to ban child marriage in England and Wales has passed through parliament and received royal assent, making it law, Thank you to each and every single one of you who signed  petition. Together, we called on the government to take action. That’s 254,000+ of you in our Freedom United community who demanded child marriage be banned!

Laura Dryjanska, Rotary Club of Whittier President against Human Trafficking (May 6/2022)


Rotary supports organizations against human trafficking and the slavery of young people and women. Project of 5320 District (USA) and the Rotary Club of Whittier in Orange County.