13enne morì negli Usa, l’Etiopia vieta le adozioni a coppie straniere (Avvenire.it,10/1/18)


Il Parlamento dell’Etiopia ha approvato la legge che vieta le adozioni da parte di coppie straniere. Ne dà conferma il sito governativo Fana Broadcasting Corporate, riferendo di “reazioni miste tra i parlamentari” al divieto. Il tema dell’adozione dei bambini etiopici da parte di coppie straniere era al centro di un acceso dibattito nel Paese dopo che nel 2013 una 13enne era morta negli USA e i genitori adottivi erano stati condannati per omicidio colposo.L’Etiopia è il terzo Paese di provenienza dei bambini adottati in tutto il mondo (il primo è la Cina, il secondo la Federazione russa), con circa 1.086 bambini espatriati nel 2014 (ultimo dato disponibile). Per quanto riguarda l’Italia, l‘Etiopia è l’ottavo Paese di provenienza, con 200 bambini adottati da famiglie italiane tra il 2014 e il 2015.

 

Una piccola storia di Natale.Il bambino che viveva nella scatola (Terre des Hommes Italia on.lus)


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Ahmed è un bambino iracheno disabile. Durante la guerra, prima di scappare da Mosul e dall’ISIS, per lui e la sua famiglia non c’erano vestiti, latte e medicineAhmed non giocava mai con altri bambini e viveva in una scatola di cartone. Le sue mani e le sue gambe erano paralizzate.Ma ci sono incontri che possono cambiare una vita e così un giorno, arrivati al campo di Debaga, Ahmed e la sua famiglia hanno incontrato Hattam, il nostro fisioterapista, e gli operatori di Terre des Hommes: oggi Ahmed gioca, parla, inizia a muoversi ed è circondato da tanti amichetti. Ma il lavoro da fare è ancora tanto.

 

Cosa possiamo fare noi rotariani per contrastare il drammatico problema della schiavitù di adulti e bambini? Alcuni suggerimenti del Rotarian Action Group Against Slavery. (Dic. 017)


Non è la prima volta che vengono riportati sul sito alcuni  semplici ed efficaci  suggerimenti per combattere il fenomeno della tratta di esseri umani che coinvolge migliaia e migliaia di nostri fratelli nel mondo, mentre noi  spesso ci trinceriamo dietro un comodo”E un fenomeno troppo enorme perché io possa fare qualcosa”. Ecco alcuni suggerimenti dal RAGAS. A) Innanzitutto essere informati sulle nuove schiavitù e farimages prendere coscienza del problema. B) spingere le aziende a controllare che per i loro prodotti non vengano utilizzati schiavi grandi e piccoli. C) Come consumatori utilizzare il più possibile  prodotti del commercio equo e solidale, D) Fare pressioni sui politici perché promuovano e/o rendano più incisive le leggi contro la schiavitù, C)  iscriversi al RAG Against Slavery per avere informazioni sui tanti tipi di  schiavitù e prendere parte ai progetti che le contrastano. Non è difficile e non si tratta di grande impegno, ma almeno, quando  ci chiederanno (il più tardi possibile!) cosa abbiamo fatto, dopo aver saputo  di questo dramma, potremo  dire che non abbiamo voltato la testa dall’ altra parte e che abbiamo in qualche modo  utilizzato il talento che ci è stato donato- insieme   all’ opportunità di servire al di là del nostro interesse personale– e che forse avremo salvato   un solo bambino. Ricordiamo che  Edmond Kaiser, fondatore di Terre des Hommes, diceva : chi salva un solo bambino salva il mondo. Vogliamo provarci? (nella foto un bambino impegnato nella raccolta del cacao)

Un appello per un Progetto di Global Grant lanciato dai RC di Ventura (California), Livingstone e Zambia per liberare le ragazzine dal commercio del sesso.


Una interessante segnalazione e richiesta di sostegno. Da  A Slow River Crossing: The Devastating Consequences for Young Girls in Zambia (di  George Poulakos, Rotary Club of Ventura, D5240, USA). I RC di Livingstone, Zambia e Ventura propongono l’avvio di un Global Grant  per fornire formazione a ragazze ad alto rischio di essere costrette ad entrare nell’industria del sesso, I Clubs sono alla ricerca di altri  Rotary Clubs che si coinvolgano in questo Progetto. C’è infatti un solo possibile attraversamento del fiume Zambesi che separa Lo Zambia dal vicino Botswana. L’attesa di un passaggio è lunga per i camions e gli autisti passano le giornate giocando a carte, bevendo e facendo sesso con le ragazzine che in questo modo  mantengonoi le loro poverissime famiglie. Il tutto è molto più semplice e meno rischioso del matrimonio delle piccole con uomini anziani. Alcuni leaders dei diritti civili a Livingstone hanno deciso di intervenire e cercare di creare opportunità di lavoro per queste sfortunate ragazzine.  E’ stata creata una ONG ed è stato aperto un “Grace Center” e 30 ragazze sono già state inserite nel Progetto, Trattandosi una zona turistica ci sono molte possibilità di lavoro negli alberghi e lodges, oltre alla possibilità di creare una piccola industria di abbigliamento. Il Global Grant fornirà all’iniziativa un sostegno per tre anni. Il costo complessivo è di $ 178.000 di cui $ 70.000 già raccolti dal RC di Ventura. Sono già state ricevute commesse  per $ 25.000. Per saperne di più leggere la lettera del Rotarian Action Group against Slavery n.  80 del 15/1/2017.

Two good news from Canada and UK (Freedom United, dec 6 & 13 2017)


Canada to Create Overseas Mining Watchdog Canada plans to create an overseas mining watchdog early next year, a move welcomed by environmental and human rights activists. Ottawa says it will create an independent office that will specifically look at Canadian oil, mining, and gas companies’ activities abroad. Reuters reports that this action is significant because the majority of the world’s public mining companies are in Canada. In UK  two drug dealers have been charged with trafficking a teenage girl , making it the first time the UK’s Modern Slavery Act has been used to prosecute drug dealers. The two men, Mahad Yusuf, 20, and Fesal Mahamud, 19, pleaded guilty on Tuesday to the human trafficking charges and conspiracy to supply class A drugs.

 

 

Medici senza Frontiere informa: Rohingya, almeno 6700 (di cui 730 bambini) morti in un mese per le violenze (MSF. 14/12/1017)


In un mese, dal 25 agosto al 24 settembre 2017, sono morti a causa della violenza in Myanmar (Stato di Rakhine) almeno 6.700 Rohingyatra cui 730 bambini al di sotto dei 5 anni. È quanto emerge dalla indagine di MSF condotta tra i rifugiati Rohingya in Bangladesh. Secondo le stime più prudenti, sui 9 mila decessi accertati, nel 71.7% dei casi la causa del decesso è legata direttamente alla violenza. In un solo mese 6.700 Rohingya hanno perso la vita colpiti da armi da fuoco (69% dei casi negli adulti; 59% nei bambini), bruciati vivi nelle loro case (9% negli adulti; 15% nei bambini), per violenti percosse (5% negli adulti; 7% nei bambini) e a causa dell’esplosione di mine (2% nei bambini). Abbiamo sentito parlare di intere famiglie morte nelle loro case a cui era stato dato fuoco”.“Ancora oggi molte persone stanno fuggendo dal Myanmar verso il Bangladesh. Chi riesce ad attraversare il confine racconta di essere stato vittima di violenza nelle ultime settimane”, aggiunge MSF. “Sono inoltre davvero pochi gli organismi di aiuto indipendenti in grado di accedere nel distretto di Maungdaw, nello Stato di Rakhine, e per questo temiamo per il destino dei Rohingya che sono ancora lì”

 

Pedopornografia, oltre la metà dei bambini abusati ha meno di 10 anni(ANSA, Cronache, 12/12/017)


Il 53% dei bambini abusati e sfruttati per produrre sul web contenuti pedopornografici ha 10 anni o meno. A segnalare il dato “sconcertante, ma allo stesso tempo inferiore al 69% del 2015″” è l’Unicef nel suo rapporto sulla “Condizione dell’infanzia nel mondo 2017: figli dell’era digitale“.E’ in aumento il numero di immagini di bambini dagli 11 ai 15 anni : dal 30% nel 2015 al 45% nel 2016. E 9 Url con contenuti pedopornografici su 10 identificati a livello mondiale sono localizzati in 5 paesi: Canada, Francia, Olanda, Russia e Usa.

WHY NATIVE AMERICANS ARE VULNERABLE TO SEX TRAFFICKING (Fronteras, dec, 5th,2017)


Lynette Greybull says she used to live on the streets when she was 17, but was lucky to find friends who took her in and prevented her from falling into sex trafficking. As the founder of Not Our Native Daughters,  Greybull says since there are few opportunities on the reservation, young girls are lured into trafficking, often through social media.Greybull said traffickers prey on girls, mostly, many of whom already have been sexually abused, don’t have decent family support or are in the foster care system. Native American children enter foster care at twice the rate of all children in the U.S., according to a Government Accountability Office study. He said many of these young people have to fight for shelter, food and protection.“And you have someone come along that takes you out to eat, that gets your hair and nails done, gives you a phone, gives you shoes, clothes and treats you well, is  almost like  a hero  sent to you,” The National Congress of American Indians says Native Americans are one of the most vulnerable populations to sex trafficking because of the significant poverty rates, high numbers of runaway youth, and low levels of law enforcement.. This year Navajo leaders uncovered cases of sex trafficking on their reservations, but they didn’t have a way to fight it. They have now passed a law against the crime and other tribes across the United States are following suit.Lisa Heth from the Pathfinder Center, a refuge for human trafficking victims in South Dakota, says that cases of trafficking are severely underreported on reservations because victims fear reprisal. To read the entire article, click here http://www.fronterasdesk.org/content/10912/native-americans-are-some-most-vulnerable-sex-trafficking

Morti e sfruttamento minorile: la triste realtà dell’olio di palma sostenibile(Huffington Post 1/12/2017)


Morti e sfruttamento per gli abitanti delle terre delle palme da olio: l’inferno è quotidiano. A niente servono certificazioni di sostenibilità, controlli (inesistenti) e garanzie di qualità. I numeri parlano chiaro: quello che Indonesia, Malesia e Singapore stanno perdendo non sono solo ettari di foresta, centinaia di specie animali o biodiversità ma i bambini in primis, anche di soli otto anni, impiegati in attività pericolose, fisicamente logoranti, obbligati a trasportare sacchi di frutti della palma che possono pesare dai 12 ai 25 chili e spesso costretti ad aiutare i genitori nelle piantagioni, quando questi non riescono a rispettare gli obiettivi di produzione sempre più alti, e più difficili da raggiungere. Donne e uomini sfruttati all’inverosimile, ridotti a lavorare molte ore per una paga che ammonta a soli 2,50 dollari al giorno. Tutti lavoratori senza diritti quotidianamente intossicati gravemente da agenti chimici altamente tossici vietati in Europa, ma usati nelle piantagioni. Tra questi il Paraquat, un pesticida fatale se ingerito che provoca nel tempo, se aspirato, insufficienza renale e respiratoria, cancro della pelle e morbo di Parkinson, ma consentito dagli standard Rspo (questa sostanza oltretutto può residuare anche nel prodotto finale). Più aumenta il consumo di olio di palma più queste violenze si fanno atroci. I lavoratori sono costretti a lavorare sempre più lungo e raggiungere obiettivi di produzione sempre più elevati.Se non li raggiungono vengono multati o costretti a lavorare ore aggiuntive senza essere pagati. E non si tratta certo di casi isolati. In Paesi in  cui la  la corruzione raggiunge livelli altissimi questo sfruttamento non può che essere la norma. Qui a farla da padrone sono gli interessi di lobby e multinazionali occidentali.