Beirut 2 anni dopo: le ferite del 2020 sono ancora aperte   (Oxfam, 4 agosto 2022)


2 anni fa Beirut fu colpita da una delle più grandi esplosioni non atomiche della storia.

Nour Shawaf, Coordinatrice Programmi Umanitari di Oxfam in Libano, ha scritto ; Quel 4 agosto ho sentito all’improvviso il pavimento tremare e in pochissimi secondi sonoi stata sbalzata contro la porta dell’appartamento. Uno shock pazzesco.

Liam, mio figlio di 3 mesi, ed io ormai eravamo abituati alla nostra routine quotidiana. Alle sei era di nuovo il momento dell’allattamento. […] Non ricordo l’esplosione. Non ho alcun ricordo di quel momento. Non voglio ricordare. Tutto quello che ricordo è il piccolo che si è attaccato al mio seno, mi ha guardato negli occhi e ha osservato ogni mio movimento da quel momento in poi”.

Nour non ricorda, ma non dimentica. È grata di non aver perso una persona cara o di non aver subito gravi ferite. Altri hanno vissuto molto peggio… Valeria, ci pensi a quante vite distrutte, ai morti, ai feriti, ai dispersi e agli sfollati?

Non si hanno dati ufficiali sull’avanzamento dei lavori di ricostruzione, ma è chiaro che occorre fare molto di più.

Cibo, case e scuole sono ancora fuori dalla portata di troppe persone.

Dopo due anni la città stenta ancora a risollevarsi, schiacciata oggi dall’aumento indiscriminato dei prezzi del cibo e dalla crisi economica.La prima nave partita dall’Ukraina e diretta in Libano,carica di cereali, ieri è stata fermata dalla Turchia per cavilli burocratici! Cuore duro, prepotenza, desiderio di affermare comunque il proprio potere….e intanto tante vittime innocenti, tanti tanti bambini muoiono per fame e sono moltissimi tra loro gli invalidi e mutilati. Le loro prospettive per il futuro sono, comunque, quanto mai scarse!