Basta bambini minatori”: la campagna chiede a Italia e Ue di controllare la filiera del cobalto(Avvenire, 3/12/022)


(da Alessandra Fabbretti)

Tablet, smartphone, auto e bici elettriche: sono in pochi oggi a non utilizzare una o più di queste cose nella vita quotidiana. Però, in pochi sanno che a garantirne il funzionamento è anche il cobalto, e che il 50-70% di questo metallo viene estratto nel sud-est della Repubblica Democratica del Congo, dove multinazionali dell’hi-tech e legislazioni europee chiudono un occhio davanti allo sfruttamento della popolazione locale, tra cui migliaia di minori. A lanciare l’allarme è Still I Rise, una ong già attiva nella regione congolese con una scuola di emergenza e riabilitazione per minori sfruttati nelle miniere di coltan e cobalto, che col titolo ‘Basta bambini minatori’, ha organizzato una campagna di raccolta firme su Change.org, con un appello diretto al ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, e al ministro dell’Ambiente e sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, affinché migliorino le leggi sul tema.

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