Repubblica Centrafricana.S oldati francesi pedofili:verso l’archiviazione dell’accusa.(Nigrizia.it 23/03/017)


Ne avevamo dato notizia tempo fa ma, nonostante gli  altisonanti impegni «a fare tutta la chiarezza possibile» (Hollande), si stanno  per archiviare le accuse di pedofilia nei confronti dei militari francesi. Lo “scandalo” era stato rivelato  dal quotidiano londinese The Guardian. Sei minori tra i 9 e i 13 anni accusavano soldati francesi dell’operazione Sangaris di aver abusato di loro in cambio di cibo in un campo di sfollati di Bangui, tra dicembre 2013 e luglio 2014. I ragazzi fornivano anche dettagli fisici dei loro aggressori, così come i loro soprannomi. Dopo l’indagine la procura francese ritiene che non sia  possibile affermare che non ci siano stati abusi, ma gli elementi raccolti non permettono di stabilire fatti e circostanze precisi, avvenuti anni fa,  nei confronti dei militari. Non rimane, quindi, che l’archiviazione. L’affaire aveva appannato l’onore dell’esercito francese, ma non c’era stato nessun indagato..

Tredicenne con lieve disabilità violentato per anni da 15 minorenni.TGRAI2, 20,30 (24/03/017)


Un ragazzo di tredici anni, con lieve disabilità mentale è stato violentato per anni da un gruppo di 15 minorenni, tra cui due che  hanno attualmente meno di quattordici anni. La madre  della vittima, insospettita dall’atteggiamento del gruppo nei confronti del figlio, aveva iniziato pazientemente ad indagare per conto suo per poi rivolgersi alle Autorità. Il fatto è avvenuto a Giugliano, in provincia di Napoli, dove sembra nessuno si sia accorto di nulla nonostante le violenze siano andate avanti per anni e abbiano avuto luogo all’aperto in stradine isolate della cittadina. Alcuni degli intervistati hanno detto che di casi simili ce ne saranno sicuramente altri!Ma quando finiremo di scoprire altre categorie di Shadow Children?

In Iraq, la crisi umanitaria continua a peggiorare. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite ha informato sui costi per cercare di aiutare almeno una parte di coloro che fuggono.


(Fonte Alto Commissariato N.U.per i Rifugiati)Premesso che sono già più di tre milioni le persone in fuga, la nuova offensiva militare per riprendere Mosul potrebbe obbligare alla fuga oltre un milione di civili; centinaia di migliaia di civili che avranno bisogno di un riparo e di altri beni essenziali. L’Alto Commissario per i rifugiati ha ribadito che “proteggere i civili è l’elemento piu’ importante”.

Per gestire questa crisi, l’UNHCR ha già aperto cinque campi per accogliere 45.000 persone in fuga da Mosul e dalle zone circostanti. Nelle prossime settimane saranno in totale 11 i campi che potranno accogliere 120.000 persone, in aree sicure, lontane dalla prima linea. Inoltre, prevedendo una crescita del numero degli sfollati, l’UNHCR ha predisposto 50.000 kit per ripari di emergenza per aiutare fino a 300.000 persone fuori dai campi. I kit comprendono teli di plastica e materiale per costruire ripari. Inoltre, prevedendo una crescita del numero degli sfollati,  Saranno inoltre messe a disposizione 25.000 tende per ospitare fino a 150.000 persone. L’UNHCR intende fornire anche i cosiddetti “kit per sigillare”, al fine di proteggere dalle intemperie ripari improvvisati ed edifici fatiscenti per altre 180.000 persone.

I fondi necessari stimati dall’UNHCR per aiutare solamente queste persone sono 192 milioni di dollari, ma finora è stato finanziato il 48 per cento. E non si parla di assistenza sanitaria!

Migliaia in fuga da Mosul (RAI NEWS 24/03/017)


Sono migliaia e migliaia i profughi in fuga da Mosul verso la provincia di Irbil. Procede l’avanzata verso Baghdad dei jihadisti sunniti dell’Isis (lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante). Bambini, donne, anziani, in fila con solo generi essenziali, bottiglie di acqua, buste di plastica con dentro documenti e via in cammino, i pochi fortunati in auto, per molti altri a piedi in cammino sotto il sole cocente

Frana nella discarica di Koshe(Etiopia): una tragedia della miseria estrema (TG3notte 18/03/017)


Una settimana fa é franata l’immensa discarica di Koshe che raccoglie l’immondizia dei 4 milioni di abitanti di Addis Abeba. La frana dovuta all’inizio dei lavori di spianamento per la trasformazione della spazzatura in energia pulita, ha travolto le abitazioni di poveri squatters che vi si erano istallati con abitazioni di fortuna. Ad oggi, recuperati 130 morti, soprattutto donne e bambini che vi vivevano stabilmente  alla ricerca di oggetti da vendere per sopravvivere. Impossibile stabilire il numero dei morti seppelliti sotto la montagna di rifiuti.

Dagli slums di Nairobi, sorti accanto ad una immensa discarica, una speranza (TG2 delle 20,30, 18/3/017)


La Saint John Library, la biblioteca sorta grazie ad un tenace sacerdote nel mezzo di uno dei peggiori slums di Nairobi, é una incredibile realtà, là dove regna il massimo degrado. Tanti i  bambini ed i giovani che vi si recano a leggere. Il libro diventa così un potente strumento di riscatto e crescita , afferma che il sacerdote kenyota , che aggiunge:”Peccato che i fumi della discarica incidano sul livello di concentrazione dei ragazzi che presto devono smettere di leggere perchè storditi”. Ma il sacerdote, intervistato,  non si lascia abbattere e va avanti con questa splendida iniziativa e spera di incidere anche sulla discarica. Poco fa abbiamo detto di tre giovani  kenyoti (due ragazzi ed una ragazza) di una tremenda bidonville  che ce l’hanno fatta, un anno fa abbiamo parlato delle iniziative per l’istruzione delle ragazze da parte di un Rotaract di Nairobi.Queste notizie – anche se rara avis – aprono il cuore alla speranza.

IKEA Italia, sostegno a tre progetti per i bambini migranti e rifugiati(UNICEF-INTERSOS-IKEA, 17/3/017)


Fino a domenica 26 marzo 2017 i visitatori dei negozi di IKEA Italia potranno dare il proprio contributo a tre importanti progetti a sostegno dei bambini migranti e rifugiati, realizzati in collaborazione con l’UNICEF, il Comune di Lampedusa e la Casa Evangelica Valdese di Vittoria (RG).IKEA Italia donerà all’UNICEF 250 kit ludici da destinare a mediatori e operatori sociali dell’organizzazione I team UNICEF/Intersos a bordo offriranno ai più piccoli e alle loro madri un primo sostegno psico-sociale e un kit con : capi di vestiario, biancheria, matite, ecc.Altri progetti saranno realizzati in Sicilia per  bambini e bambine migranti che arrivano in Italia non accompagnati.Con il Comune di Lampedusa, IKEA Italia arrederà due appartamenti di proprietà del Comune che ospiteranno minori stranieri non accompagnati che non possono essere ospitati nel centro di accoglienza, nuclei familiari con bambini e i volontari a supporto dell’organizzazione che si occupa del soccorso e dell’accoglienza.Con la Casa Valdese di Vittoria e in collaborazione con la Prefettura di Ragusa, invece, IKEA Italia arrederà un Centro di prima accoglienza per bambine minorenni  non accompagnate richiedenti asilo.Presso tutti gli store IKEA Italia i clienti potranno acquistare e donare gli articoli necessari a completare l’arredo degli appartamenti e del Centro.

 

 

Una buona notizia: dalla più grande baraccopoli di Nairobi, tre giovani ce l’hanno fatta. TG2, h. 20,30. 11/03/017


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Dalla più grande  baraccopoli di Nairobi in mezzo ad un inimmaginabile degrado fatto di miseria, fame, violenze e stupri, tre giovani sono riusciti a laurearsi e adesso aiutano i loro compagni.  Uno é addirittura diventato consulente delle Nazioni Unite sulle povertà, anche una ragazza ha studiato e adesso si prodiga per aiutare bambine e ragazze ad uscire dall’inferno. Tutto questo grazie all’impegno di alcune ONG. Se ci capita, aiutiamole: ne vale sicuramente la pena! Come dicono i buddhisti: un fiore di loto nasce dal fango. Diamo anche noi una mano per farlo sbocciare.

SAVE THE CHILDREN,IN SYRIA ‘MILIONI DI BAMBINI TRAUMATIZZATI’( C. Alessandro Mauceri 9/03/017 per Notiziegeopolitiche.net dal Rapporto di Save theChildren “Ferite invisibili”)


download (6)Oggi sono  5,8 milioni i bambini siriani che vivono ancora sotto i bombardamenti. Per un bambino su quattro essere costretto a vivere sotto le bombe significa avere conseguenze sulla propria salute mentale. Il dato  da non sorprende: oggi sono almeno 3 milioni i bambini che vivono in questo territorio e che hanno meno di sei anni. Ciò significa che da quando sono venuti al mondo non hanno mai visto altro che guerra e morte.
L’ong ne ha parlato nel rapporto “Ferite Invisibili”che valuta l’impatto psicologico sui bambini coinvolti nel conflitto Quello che emerge è una situazione che va al di là di ogni immaginazione. In Siria i bambini vivono con il terrore delle bombe. Ma non basta. A questi bambini spesso mancano i genitori, i loro punti di riferimento. Frequentemente non possono andare a scuola e devono trovare il modo per sopravvivere nonostante  livelli di povertà inimmaginabili. Per molti di loro, non manca solo il cibo ma  anche l’acqua.Per questo molti  vengono reclutati da gruppi armati. “La guerra è un business e spesso i gruppi armati sono gli unici che hanno il denaro per pagare”, ha spiegato un ragazzino agli intervistatori di Save the Children.

OMS: ulteriori dettagli sui bambini morti per cause ambientali (TG3del 6/3/017)


La OMS precisa nel suo rapporto che la morte del 1.800.000 bambini riguarda i piccoli di età inferiore ai 5 anni. Per i PVS  le morti sono dovute  per lo più a diarrea, malaria e infezioni respiratorie acute(inclusa TBC) oltre a traumi da parto e denutrizione; per i Paesi industrializzati le cause si collegano all’inquinamento atmosferico(smog) e rifiuti tossici incontrollati che generano numerose forme tumorali.Il peso delle infezioni e malattie infantili é passato dal 31% al 20%. Per i PVS fondamentale sarebbe almeno la bonifica  delle acque.smog-e-bambini-590x442