Un breve commento sui bambini siriani.


In questi giorni vi abbiamo ripetutamente proposto alcune notizie sulla situazione dei siriani in fuga, in particolare dei bambini, veri agnelli sacrificali di questa tragedia in luoghi lontani. Ne abbiamo viste tante immagini e, presi come siamo, dalla orribile situazione che stiamo vivendo qui in Italia,  in Europa e non solo,  non ci facciamo caso più di tanto. E’ comprensibile ma dobbiamo ricordarci che questi “minimi” sono anch’essi parte di quella Umanità che include tutti noi. Tra loro e noi non ci sono alla fin fine molte differenze. Siamo tutti accomunati dalla sofferenza che sembra essere il leit motiv della condizione  umana in cui ci sono però anche sporadici momenti di gioia. Come diceva  Sonam Cianciub, il Lama tibetano che molti amici del R.C.Cassia hanno conosciuto “questa Terra è un buon posto per vivere, c’è gioia e dolore e così possiamo comprendere quello da cui fuggire e quello che dobbiamo raggiungere”. L’unica via da seguire sta nel non cedere all’egocentrismo ed essere empatici e solidali, solidali con tutti coloro che stanno soffrendo nei nostri paesi il terribile e inaspettato dramma del virus che si è abbattuto su di noi -e  non abbiamo idea di quando ci lascerà- ma anche con tutto un popolo che sta da anni vivendo un orrore insensato. Per non parlare delle tante terribili situazioni di cui vi informiamo da anni su questo sito. Non cediamo alla tentazione della indifferenza e mandiamo un pensiero solidale e pieno di calore verso quest’esercito sterminato di bambini tribolati. Poi se ce la sentiamo di dare una mano agli italiani, agli europei e alle vittime di tanti paesi,  non mancano le  organizzazioni  cui rivolgerci, in primis  i nostri Rotary Clubs, presenti capillarmente ovunque nel mondo. E che il “servire al di sopra dell’interesse personale”  definisca le nostre vite,con empatia e  amore incondizionato verso tutti. Se riusciremo a portare qualche momento di gioia, i primi a beneficiarne saremo noi stessi.(N.d.R.)