Il mercato dei bambini in Afghanistan (Vita International, 30/9/21)


(da Paolo  Manzo) In Afghanistan, la situazione è così drammatica che molte famiglie  hanno iniziato a vendere le proprie figlie/i per ottenere un po’ di denaro  per acquistare cibo o per pagare i trafficanti che li faranno scappare dall’inferno afghano dei  talebani. Oggi un bambino vale 200 euro al bazar di Kabul, un’adolescente 500 euro. Chi vende sono famiglie sfollate dall’interno dell’Afghanistan, in fuga dai talebani e che oggi non hanno un lavoro né sanno come pagare l’affitto di una stanza. Chi compra ne fa i suoi piccoli schiavi in casa e in bottega o, nel caso delle bambine, mogli/schiave. Per la cronaca, la pedofilia dilaga in Afghanistan e i matrimoni forzati sono la norma.. In Afghanistan è in corso una feroce crisi umanitaria, una carestia senza precedenti e molte famiglie  hanno iniziato a vendere le proprie figlie/i per ottenere un po’ di denaro  per acquistare cibo o per pagare i trafficanti che li porteranno fuori dall’inferno . L’Occidente, Stati Uniti in testa, ha già dimenticato la strage silenziosa afghana, dopo che nei giorni della ritirata Nato, a fine agosto, non si parlava d’altro  Adesso un afghano su tre rischia di morire di fame, due milioni di bambini sono denutriti e hanno bisogno di cure mentre si stima che  18 milioni di afgani rischiano di non farcela a scavallare il terribile inverno afghano. Questo il contesto di Kabul, dove oggi si vendono bambini e ragazzine per poche centinaia di euro. Oltre a ritirarsi nel peggiore dei modi possibili, l’Occidente ha  chiuso i rubinetti dei soldi ai talebani, che ne chiedono  la riapertura appoggiati  dalla Cina.

foto focus.it