Don Fortunato di Noto, un colosso nella lotta alla pedopornografia.(da Wikipedia,)


Vedere rubrica del sito “Per saperne di più”

Nigeria, 500 uomini e bambini legati alle catene e torturati in una scuola coranica (TG3,h.19 e Global News, 27/09/019)


Cinquecento persone di tutte le età, e tutte di sesso maschile, sono stati tratti in salvo dalla polizia che ha fatto irruzione un edificio della città di Kaduna, in Nigeria: quando gli agenti sono entrati sono rimasti senza parole nel vederli tutti incatenati, bambini compresi, e con evidenti segni delle torture subite.  “Abbiamo trovato circa 100 studenti, e bambini che avevano anche 5 anni(!!!), in catene, stipati in una sola piccola stanza. Stiamo attualmente dandogli cibo, sono tutti denutriti”. L‘Istituto, il cui scopo dichiarato era quello di rieducare tramite l’apprendimento del Corano adulti e bambini coinvolti in episodi di microcriminalità, era stato segnalato da alcuni vicini che si erano insospettiti. Molti di avevano cicatrici sulla schiena e gravi ferite. La polizia ha trovato una “stanza di tortura”, dove gli allievi venivano appesi alle catene e picchiati quando gli “educatori” ritenevano che avessero commesso un errore.. Le autorità nigeriane hanno assicurato che i quasi 500 prigionieri liberati saranno sottoposti esami medici e psicologici. Le scuole islamiche, anche note come Almajiris, sono comuni in tutto il nord musulmano della Nigeria, un paese diviso in modo più o meno uniforme tra seguaci del cristianesimo e dell’Islam.

Ecco come fu risolto il problema dei bambini di strada in URSS. Russia Beyond.


Segnaliamo questo interessante articolo, pubblicato nel 2017, sulla rivista on line “RussiaBeyond”, edita in tredici lingue e collegata alla agenzia di stampa Novosti. L’articolo tratta della storia dei bambini di strada nell’Unione Sovietica. Il problema era talmente enorme, già allora, che fu lo stesso Lenin ad occuparsene, trovando alcune soluzioni anche se molto dure. Stalin, attraverso un importante impegno, riuscì a contenere il problema che si ripresentò alla fine della Seconda Guerra Mondiale e che vedeva protagonisti migliaia di bambini. Si consiglia di leggere l’intero articolo su Russia Beyond –  http://www.rbth.com -.

Bambini Abbandonati: in Italia gli ospedali si riempiono di casi (www.donna10.it)


Si chiamano “madri segrete” e arrivano dalle pieghe di un’Italia perennemente dimenticata dai mass media. Realtà di emarginazione, povertà ed illegalità diffusa. Immigrate clandestine, apolidi o italiane, anche giovanissime che non saprebbero come fare altrimenti. Partoriscono un bambino e poi non lo riconoscono, lasciandolo in ospedale, dove pensano possa trovare qualcuno più adatto di loro a crescerlo. Sono stati 400 i bambini che lo scorso anno non furono riconosciuti alla nascita. E tutto fa pensare che sia un numero in crescita, visto che nella sola Roma i casi sono aumentati del 20% in un anno. Le donne che fanno questo hanno 3 mesi di tempo per ripensarci, poi basta, non ne sapranno o potranno sapere più nulla.Parti anonimi, il bambino resta, la madre scompare, Mentre le adozioni internazionali conoscono un boom costante, le donne che partoriscono in Italia, in condizioni di indigenza, non ricevono alcun aiuto.Non solo coloro che decidono di separarsi dal figlio. C’è un intero mondo di donne, spesso sole, che non dispongono dei mezzi per garantire un sostenttamento adeguato ai loro figli. In termini semplici, vestiti, nutrizione e medicina. Non parliamo poi di istruzione. Nel paese dove alcuni agitano lo spettro della dissoluzione della famiglia, non c’è niente e nessuno per aiutare delle madri che portano a termine le loro gravidanze, che scelgono di tenere con loro le loro creature. Ci sono parecchie associazioni, Caritas, Sant’Egidio e i vari Movimenti per la Vita che fanno qualcosa. Ma è davvero troppo poco.

 

Un ennesimo orrore:Al-Hol (Siria), il campo profughi dei bambini dimenticati (UNICEF E TG RAI1 del 22/9/2019, ore 20,00).


Cercando riparo dal sole a picco nell’ombra di una tenda, Afraa, 14 anni,  dice: «Ci sono voluti 9 giorni per arrivare qui da Baghouz…Non so cosa ne sarà di noi».Siamo nel campo profughi di Al-Hol, nel nord-est della Siria.Qui vivono non meno di 70.000 persone. L’UNICEF stima che più del 90% di loro siano donne e bambini. Tra i bambini, solo 20.000 sono siriani. Gli altri, ben 29.000, appartengono a nazionalità diverse. Il gruppo più numeroso, circa 9.000, è rappresentato da rifugiati dell’Iraq.La maggior parte di loro ha meno di 12 anni. Sono bambini estremamente vulnerabili, sopravvissuti a terribili combattimenti e testimoni di atrocità inimmaginabili.I bambini di Al-Hol vivono in una condizione umanitaria precaria, aggravata in molti casi dall’avere subito esperienze di abuso, dall’essere stati costretti a combattere o a compiere atti di estrema violenza.  Presenti migliaia di bambini yazide nati a seguito degli stupri delle loro madri durante la “pulizia etnica” dei guerriglieri ISIS per l’islamizzazione dell’area e frutto di tali stupri. Spesso non sono stati accettati dalle loro madri. Nell’intervista del TG1, una madre dice:”non lo sento mio, non me ne importa niente di lui.” Sono tanti bambini abbandonati a loro stessi, privati di qualsiasi prospettiva di futuro. Eppure “sono bambini come i nostri”, conclude il TG1: una situazione straziante. Diceva il poeta latinoamericano Cesar Vallejo: “hay golpes en la vida tan fuertes que son    como el odio de Dios” . Ma perché proprio i bambini, i privilegiati nella esortazione  di Gesù? Per cercare di aiutare, si può contattare l’UNICEF.

 

A very good new from Indonesia (Freedom United, Top News Around the World, Sept, 22. 2019)


Congratulations to Indonesia! This week the Indonesian parliament raised the minimum age for girls to marry from 16 to 19 (it was already 19 for men) in order to curb forced and child marriage. Indonesia has the 8th highest number of child brides in the world, according to Girls Not Brides.

Una immagine di lavoro minorile…


tanto per non dimenticare!  Soffermiamoci  sull’età di questi piccoli e, almeno, parliamone perché anche altri prendano coscienza  di questo orrore. La bambina, che si riposa sedendo in un precario equilibro sulla cesta, si succhia il dito. Ogni commento é superfluo… (foto teleambiente.it)

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Incontro su “La Protezione dei Minori nella Chiesa” (febbraio 2019) Uno sguardo sull’abuso dei minori a livello globale, vid rubrica”Per saperne di più”


La piaga dell’abuso sessuale dei minori, fenomeno storicamente diffuso in tutte le culture e le società, è diventata oggetto di studi sistematici in tempi relativamente recenti, anche perché è cambiata la sensibilità dell’opinione pubblica su un problema in passato considerato tabù… ecc.

Cambodia launches campaign to end child labor in brick industry(Voice of America, sept.7, 2019)


The Cambodian government has launched an ambitious plan to end dangerous child labor in the country’s brick industry by 2020.Veng Heang, the Director of the Labor Ministry’s Child Labor Department, announced that “any brick factory found having child labor will be severely penalised without any excuse,” according to state news agency Agence Kampuchea Presse.However, researchers and activists say that while this is a welcome move, more needs to be done to address the root cause of the problem. Blood Bricks: Untold Stories of Modern Slavery and Climate Change from Cambodia,” outlined how poverty, often caused by climate change, was driving tens of thousands of Cambodians into debt bondage at brick factories. This past March, a 9-year-old girl lost her arm in an accident at one of these factories.

 

 

Italia.Tutela del lavoro minorile (ANFOS Servizi)


Il lavoro minorile trova una speciale tutela nella Costituzione della Repubblica italiana attraverso alcuni articoli che stabiliscono una normativa particolare che riguarda il lavoro salariato di fanciulli e adolescenti.A tutelare i giovani che si avviano ad intraprendere un lavoro ci ha pensato anche la Comunità Europea con la direttiva 94/33, la quale ha stabilito dei principi base in merito ai rapporti lavorativi con i minorenni. In primo luogo è stato fissato il compimento del quindicesimo anno di età come requisito per accedere nel mondo del lavoro, secondariamente è stato stabilito che il giovane deve prima di ogni cosa intraprendere un percorso di istruzione e formazione professionale.I bambini (di età inferiore a 15 anni) invece, devono astenersi dall’esercizio di qualsiasi lavoro, ma quando si tratta di attività lavorative di carattere culturale, artistico, sportivo, pubblicitario e nel settore dello spettacolo, i minori possono lavorare soltanto con l’assenso scritto dei genitori e con l’autorizzazione della Direzione Provinciale del Lavoro.I minorenni che hanno un’età compresa tra i 15 e i 18 anni, quindi gli adolescenti, non possono eseguire lavori che potenzialmente arresterebbero il pieno sviluppo fisico.  Come stabilito dal  D. Lgs. 262/2000, per essere avviato al lavoro l’adolescente deve sottoporsi ad una visita medica preventiva e, una volta assunto, a visite periodiche almeno una volta l’anno. Inoltre ai minori è fatto divieto svolgere dei lavori durante le ore notturne, dalle 22 alle 6 o dalle 23 alle 7, a meno che non si tratti di attività di carattere culturale, artistico o sportivo ed il lavoro non superi la mezzanotte.