Un libro sulla storia di una donna Masai, Nice Nailantei Leng’ete, che lotta fin dall’età di 9 anni per restituire dignità alle bambine africane. La battaglia di una vita contro le mutilazioni genitali. Una donna Masai, Nice Nailantei Leng’ete lotta da sempre, fin dall’età di 9 anni – oggi 30enne – per restituire dignità alle bambine africane. “Una lotta contro l’indifferenza”, come lei dice. Nice, operatrice di Amref Health Africa, è nata in una tribù di pastori ed è cresciuta in un villaggio rurale ai piedi del monte Kilimangiaro. Per i tipi di Piemme, Nice ha pubblicato “Sangue, la storia della ragazza masai che lotta contro le infibulazioni”
I cacciatori di aquiloni costretti a vendersi al confine con il Pakistan (La Stampa, 3/12/021)
Aspettano che cali il buio per andarsi a offrire ai camionisti in arrivo dal Pakistan. È questa la realtà dei bambini afghani. stretti nella morsa della fame e del freddo nel regno dei taleban. Il loro portavoce, Zabihullah Mujahid, aveva annunciato: «Con noi saranno sempre al sicuro». Ma basta guardare che cosa succede al valico di frontiera di Torkham, l’incrocio più trafficato al confine con il Pakistan, per scoprire quale tragedia stia accadendo ai piccoli orfani scappati dalla guerra.
L’inverno impossibile in Afghanistan: 12 gradi sotto zero e niente cibo, i bambini muoiono di fame o polmonite (Today, 2/12/021)
Nell’Afghanistan in mano ai talebani quasi 800.000 bambini stanno affrontando un inverno gelido senza ripari adeguati. Sono 8,6 milioni i bambini che vivono in famiglie che non hanno coperte a sufficienza e più di 3 milioni non hanno il riscaldamento per tenersi al caldo. Alcuni bambini sono già morti di fame a causa dell’aumento dei prezzi del cibo che le famiglie non possono più permettersi e 5 milioni di bambini sono a un passo dalla carestia. Questo l’allarme per la richiesta di aiuti immediati lanciato da Save the Children, che sta sostenendo più di 26.000 famiglie in nove delle province più colpite, fornendo coperte, vestiti caldi e mezzi e combustibile per riscaldarsi.

Inverno in Afghanistan
U.K. MPs vote on bill to ban child marriage (The Guardian &Freedom United, Nov. 21st 2021)
UNITED NATIONS World Children’s Day. Today 20th November
World Children’s Day was first established in 1954 as Universal Children’s Day and is celebrated on 20 November each year to promote international togetherness, awareness among children worldwide, and improving children’s welfare.November 20th is an important date as it is the date in 1959 when the UN General Assembly adopted the Declaration of the Rights of the Child. It is also the date in 1989 when the UN General Assembly adopted the Convention on the Rights of the Child.Since 1990, World Children’s Day also marks the anniversary of the date that the UN General Assembly adopted both the Declaration and the Convention on children’s rights.Mothers and fathers, teachers, nurses and doctors, government leaders and civil society activists, religious and community elders, corporate moguls and media professionals, as well as young people and children themselves, can play an important part in making World Children’s Day relevant for their societies, communities and nations.World Children’s Day offers each of us an inspirational entry-point to advocate, promote and celebrate children’s rights, translating into dialogues and actions that will build a better world for children. 2021 Theme: A Better Future for Every Child.

Migranti in bielorussia spostati in un centro di raccolta (Sky TG24, 19/11/021)
I migranti con i loro bambini partono dal Medioriente e arrivano in Bielorussia con il favore del governo che concede i visti. Poi restano ammassati al confine polacco. Ormai la temperatura è scesa sotto zero. L’accusa da parte Ue è che Minsk spinga i profughi verso il confine con l’intenzione di mettere in difficoltà l’Unione europea. L’Ue ha mobilitato 700mila euro per cibo, coperte e kit di primo soccorso, ma la presidente della Commissione accusa: “Il regime bielorusso deve smettere di adescare le persone, mettendo a rischio le loro vite”.Intanto per ora sono stati spostati in parte in un centro di raccolta. Dei rimanenti non sono state date notizie. I migranti vengono dal Medioriente e, dall’inizio dell’estate, la Bielorussia li accoglie e poi li spinge verso il territorio polacco e dei Paesi baltici. Attualmente sarebbero circa 4mila le persone al gelo e in condizioni sempre più precarie secondo quanto affermano le ong,
Bielorussia, bimbo di un anno muore di freddo al confine con la Polonia. (Il Messaggero di Roma, 19/11/021e TG5)
È sempre più emergenza sanitaria al confine tra Bielorussia e Polonia, dove da tempo migliaia di persone fuggite da Medio Oriente e Asia centrale sono accampate sopportando, tra le altre cose, il rigido inverno locale.Un bambino di appena un anno è morto di freddo nella foresta al confine tra i due paesi. Il piccolo si trovava in zona da circa un mese e mezzo insieme ai genitori siriani. In questi momenti in Bielorussia è stato riaperto, su spinta della UE,un centro di accoglienza per i disperati in attesa, I locali sono .riscaldati e verranno somministrati pasti caldi.
La Polonia respinge i migranti mezzo assiderati con cannoni ad acqua e lacrimogeni( Tutti i TG del 16 e 17/11/21)
Spinti dalle parole del dittatore Bielorusso Lukashenko, alcune migliaia di disperati profughi bielorussi e di altre provenienze (Siria e Afghanistan) si sono ammassati sul confine tra Bielorussia e Polonia, La Polonia, nonostante l’avvertimento della UE, li ha respinti anche con getti di idranti , con una temperatura di O°C, sono completamente imbottigliati, non potendo tornare indietro perchè cacciati dalla Bielorussia e neppure entrare in Polonia che non li vuole, Praticamente condannati a morire di fame e di freddo, tra loro tanti troppi bambini, Un’altra tragedia sotto i nostri distratti occhi che ormai pensano al Natale, Alcune centinaia di bambini non hanno retto e sono già morti di freddo e fame

Foto Valigia Blu.
In Italia oltre un milione di bambini vivono in povertà assoluta: il rapporto di Save the Children del 31/10/21 (fanpage, TG3 15/11/21)
Oltre un milione solo in Italia, dove nell’ultimo anno sono aumentati di 200mila unità. Sono impressionanti i numeri sui bambini che vivono in povertà assoluta raccolti da Save The Children nel rapporto “Garantire il futuro dei bambini – Come porre fine alla povertà minorile e all’esclusione sociale in Europa”, che prende in analisi 14 Paesi in Europa, di cui 9 Ue e 5 extra Ue. Non solo, nel nostro Paese il trend è in crescita, ma anche nel resto dell’Europa è allarme, con ben 20 milioni di minori che crescono in condizioni di miseria. Secondo il dossier anche in Italia “più esposte alla povertà sono le famiglie numerose con almeno 5 componenti e le famiglie con un background migratorio”. Nello specifico, in Italia le stime mostrano che nel 2020 i bambini in povertà assoluta sono 200mila in più rispetto all’anno precedente, complice la pandemia di Covid-19. Tra i paesi dell’Unione Europea, in Germania, uno dei paesi più ricchi al mondo, un bambino su quattro cresce a rischio di povertà, mentre in Spagna e in Romania, un bambino su tre vive al di sotto della soglia di povertà. Tra le situazioni più gravi si segnala quella che si registra nei Balcani, tra Albania e Bosnia-Erzegovina. Gli unici Paesi – tra i 9 Paesi UE presenti nel rapporto – in cui i tassi di povertà minorile sono diminuiti durante la pandemia sono Danimarca, Svezia e Lituania.
Il mercato dei bambini in Afghanistan (Vita International, 30/9/21)
(da Paolo Manzo) In Afghanistan, la situazione è così drammatica che molte famiglie hanno iniziato a vendere le proprie figlie/i per ottenere un po’ di denaro per acquistare cibo o per pagare i trafficanti che li faranno scappare dall’inferno afghano dei talebani. Oggi un bambino vale 200 euro al bazar di Kabul, un’adolescente 500 euro. Chi vende sono famiglie sfollate dall’interno dell’Afghanistan, in fuga dai talebani e che oggi non hanno un lavoro né sanno come pagare l’affitto di una stanza. Chi compra ne fa i suoi piccoli schiavi in casa e in bottega o, nel caso delle bambine, mogli/schiave. Per la cronaca, la pedofilia dilaga in Afghanistan e i matrimoni forzati sono la norma.. In Afghanistan è in corso una feroce crisi umanitaria, una carestia senza precedenti e molte famiglie hanno iniziato a vendere le proprie figlie/i per ottenere un po’ di denaro per acquistare cibo o per pagare i trafficanti che li porteranno fuori dall’inferno . L’Occidente, Stati Uniti in testa, ha già dimenticato la strage silenziosa afghana, dopo che nei giorni della ritirata Nato, a fine agosto, non si parlava d’altro Adesso un afghano su tre rischia di morire di fame, due milioni di bambini sono denutriti e hanno bisogno di cure mentre si stima che 18 milioni di afgani rischiano di non farcela a scavallare il terribile inverno afghano. Questo il contesto di Kabul, dove oggi si vendono bambini e ragazzine per poche centinaia di euro. Oltre a ritirarsi nel peggiore dei modi possibili, l’Occidente ha chiuso i rubinetti dei soldi ai talebani, che ne chiedono la riapertura appoggiati dalla Cina.

foto focus.it
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