OMS informa: ogni anno muoiono 1.800.0000 bambini per cause ambientali (TG2- 20,30 del 5/3/o17)


download-5(Foto Northwayfansclub)Bambini filippini che nuotano nella spazzatura alla ricerca di qualcosa da vendere.

UNICEF denuncia abusi sessuali e violenze su bambini migranti in Libia (ONU Italia)


NEW YORK, 28 FEBBRAIO – Le violenze subite dai minori che affrontano il viaggio dalla Libia all’Italia sono al centro di un nuovo rapporto dell’UNICEF. Il fondo delle Nazioni Unite ha quantificato in 26 mila i minori che hanno attraversato il Mediterraneo nel 2016, per la maggior parte non accompagnati.Intitolato A Deadly Journey for Childrenil rapporto evoca le elevate possibilità che molti dei minori che intraprendono il viaggio non riescano a raggiungere la loro meta. Ci sono storie terribili di abusi e schiavitù, stupri, lavori e prostituzione forzata. “I bambini sono trattati in maniera brutale, violentati e uccisi durante il viaggio”, dichiara Justin Forsyth, il vice direttore dell’agenzia.un numero crescente di teen-ager costrette dai trafficanti a fare iniezioni del contraccettivo Depo-Provera per poter essere stuprate senza restare incinte.Schivitù, violenze e stupri riguardano il 75% dei bambini

Irlanda, fossa comune vicino ad un ex istituto religioso con i cadaveri di 800 bambini.La Repubblica.it (4marzo 2017)


La scoperta dopo anni di denunce e sospetti. L’orfanotrofio gestito da suore a Tuam(Galway) è una delle 10 strutture sulle quali sta indagando il governo di Dublino. Nelle ‘case’ malnutrizione, malattie e miseria, con altissimi livelli di mortalità. Solo di recente il ‘mea culpa’ della Chiesa. Lo ha scoperto un gruppo di investigatori nominati dal governo di Dublino per far luce sulle strutture che accoglievano gli orfani, le madri nubili e i loro bambini,.l’analisi del Dna  rivela che i bambini avevano tra le 35 settimane e i tre anni. I cadaveri sarebbero stati seppelliti  tra il 1925 e il 1961, ma soprattutto durante gli anni Cinquanta, quando in Irlanda c’erano oltre dodici orfanotrofi che ospitavano bambini e madri nubili. La casa di Tuam chiuse nel 1961. dopo il ‘mea culpa’ della chiesa cattolica irlandese, che aveva in gestione molti di questi centri è emerso che strutture analoghe a quella di Tuam erano in tutta l’Irlanda, vi vennero mandate circa 35 mila donne incinte ma non sposate,  per isolarle dal resto della società.Erano stati gli stessi vescovi irlandesi ad ammetterlo: “Purtroppo c’è stato un tempo in cui le madri non sposate erano spesso giudicate e rifiutate dalla società, compresa la Chiesa”.

Bambini soldato: problemi e prospettive. Marina Aragona, Istituto di Ricerche Internazionali, Archivio disarmo, www.archiviodisarmo.it


Segnaliamo questo  interessante e documentato saggio sul problema dei bambini soldato, consultabile su internet.Pur risalendo a qualche anno fa il saggio è molto completo e riguarda tutti gli aspetti del problema dalla legislazione internazionale alle tappe da seguire per il reinserimento dei minori, fino alle possibili azioni per mettere fine al fenomeno.

 

 

Una splendida notizia: al famoso carnevale di Barranquilla in Colombia, sfilano anche le maschere dei guerriglieri delle FARC.(TG2, 26/2/17)a


…e questo é il segno della pace definitiva con le FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) e la fine del fenomeno dei bambini soldato in America Latina!

Il Genocidio dimenticato del Darfur (TG3, h.19,25/2/17)


Nel Darfur, nel Sud Sudan prosegue il Genocidio dimenticato. Nella città di Al- Fashir é presente un solo  coraggioso medico europeo di Medici senza Frontiere che non se la sente di abbandonare la popolazione. Un bambino piccolo  intervistato nel servizio dice “ogni volta che sentiamo il rumore di un aereo sappiamo che stanno per caderci addosso le  bombe e se sentiamo il rumore di una macchina, non sappiamo se cominceranno a spararci“, il tutto come la situazione più ovvia del mondo. Nel Darfur sono morte negli ultimi tre anni anni di conflitto circa 450.000 persone nell’indifferenza generale.I bambini gravemente denutriti sono un terzo della popolazione infantile e, se non nutriti, anche se riusciranno a sopravvivere avranno gravissimi deficit. Le popolazioni, che attraverso l’agricoltura riuscivano ad alimentarsi, hanno dovuto lasciare i villaggi e nascondersi  nella foresta per sopravvivere alla guerra. Ma nella foresta non c’é cibo e, a causa della siccità, la situazione é  disperata. . Oggi, 25 febbraio il TG3 mondo ha dedicato un ampio servizio alla situazione disperata del Sud Sudan. Per maggiori dettagli vedere http://www.intersos.org. una organizzazione italiana presente ovunque ci siano crisi gravissime.

Una buona notizia.La IJM salva 24 ragazzini dalla schiavitù in Ghana (Newsletter Good News Agency n.73, 20/2/17)


In una recente operazione la  IJM (international Justice Mission) in collaborazione con le autorità del Ghana ha salvato  24 bambini  ridotti in schiavitù come pescatori nel Lago Volta. In questa regione i trafficanti si rivolgono alle poverissime famiglie facendo credere che  invieranno i piccoli a scuola per 4 ore al giorno in cambio di poche ore di lavoro.I ragazzi, invece, vengono destinati ad un lavoro da 14 ore al giorno con un unico misero pasto.16 gli arresti dei presunti padroncini delle barche. Il più piccolo dei bambini aveva solo sette anni.

Una buona notizia:Repubblica Democratica del Congo.I bambini soldato lasciano alcuni gruppi armati grazie agli sforzi di sensibilizzazione del Geneva Call(Good News Agency,2.017)


Primo risultato del Geneva Call di cui il sito dato notizia a suo tempo.Più di 40 bambini hanno recentemente lasciato dei gruppi armati non statali che operano nel Nord Kivu, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. La maggior parte di loro proviene da tre gruppi armati con cui il Geneva Call ha inizato il suo impegno sul divieto dei bambini soldato da più di un anno. Dopo il loro rilascio, i bambini hanno cercato la protezione da un’organizzazione congolese specializzata nella protezione e la smobilitazione dei bambini.Il Geneva Call ha instaurato un dialogo sugli stessi argomenti anche con gli altri gruppi armati nella regione. “Ci auguriamo che questo piccolo passo aprirà la strada ad un Nord Kivu libero dai bambini soldato.I bambini seguiranno un corso di formazione  di tre mesi per il loro reinserimento nella società civile.

Ghana, dove rubano i bambini (da:Venerdì di Repubblica, 17/2/17)


Di bianco c’è il sole che non ti lascia scampo e i nomi di Don Bosco e di padre Domenico Savio. Il resto è tutto nero. Neri sono i bambini ospitati nel grande Centro di protezione fondato dai salesiani ad Ashaiman, alla periferia di Accra, la capitale del Ghana, e nato per contrastare il traffico di bambini
I dormitori sono grandi stanze piene di letti a castello di ferro, ognuno protetto da una zanzariera – fondamentale per combattere la malaria – e con un armadietto a testa per ogni ospite. I letti sono molti, non immaginavo che la tratta riguardasse così tanti bambini. «Durante l’anno ci prendiamo cura di centinaia di minorenni, tra i 7 e i 17 anni» dice frate Frederick Okusu «Il Ghana è diventato il punto di transito dei trafficanti di bambini. Qui li prendono   per poi portarli all’estero. Molto spesso nei Paesi musulmani, come Arabia Saudita, Kuwait, Qatar. Alcuni per essere impiegati come inservienti domestici, altri per sfruttarli nei campi, mentre altri ancora finiscono nel mercato della prostituzione minorile. Sono sfruttati in ogni modo».Aspetto  che tornino le bambine e i bambini dalle scuole. Poi poco prima dell’ora della mensa incontro tre ragazzine di 12 e 13 anni. Sono qui da tre mesi, da quando cioè la polizia ha fatto irruzione in un appartamento di Accra e le ha trovate insieme con altre sette. Stavano tutte per partire per l’Arabia Saudita, con documenti di lavoro falsi. A tutte avevano detto che avrebbero fatto le domestiche nelle case dei sauditi. La prima è piccola piccola e non dimostra neanche i suoi 13 anni. Il target dei trafficanti di bambini sono  i villaggi più poveri e in particolare i nuclei familiari più vulnerabili, con poca terra, tanti figli che non vanno a scuola, la fame nello stomaco e le tasche senza soldi.

 

Messico. «Comedor Santa Maria»: il franchising della solidarietà ( da avvenire.it, 17/2/17)


 

Duemila bimbi sfamati ogni giorno. Cibo scelto dagli alimentaristi. Tutto senza un soldo statale: il 30% dei bimbi del comedor mangia solo grazie al programma. I bambini apprendono anche gli elementi essenziali di igiene, lavandosi le mani prima di sedersi a tavola, norme essenziali per evitare malattie. Dato che violenza, promiscuità e aggressività sono i compagni di vita di troppi bambini si da inizio ad un programma per scoprire la tolleranza, l’amicizia e l’allegria.  «Dignità e autostima sono importanti come il cibo – spiega Sara – ecco perché prima con loro, poi con le famiglie, cerchiamo di comunicare un mondo diverso». La rete, nata nel 1998, è un franchising sociale con 22 mense, partito da  Città del Messico.