Kramatorsk, quella scritta “Per i bambini” sul missile (La Nazione, 8/4/ 2022)


Una scritta bianca in cirillico. “за детей”, ovvero “Per i bambini“. Così si legge sul lato destro del missile che avrebbe colpito la affollatissima stazione di Kramatorsk, snodo ferroviario dell’est dell’Ucraina, provocando una strage di civili in fuga dalla città . Subito dopo l’attacco, avvenuto poco dopo le ore 10 italiane, è partito il botta e risposta tra Kiev e Mosca su chi abbia lanciato quei missili e su chi abbia scritto (e per quale motivo ) quel “Per i bambini” su quel razzo. E intanto sono morti 40 bambini, numero destinato ad aumentare perchè sono moltissimi i bambini feriti, anche gravemente.

Nelle città ukraine assediate riappare pure un vecchio nemico dei bambini: la poliomielite(TG1,3/4/22. h.8.30)


Sapevamo che, grazie all’OMS ed al Rotary International, con la capillare distribuzione dei vaccini in tutto il mondo, la polio era stata quasi debellata: c’erano solo piccole sacche in Afghanistan, paese difficilissimo da raggiungere. Invece stamattina in un TG nazionale- nell’elencare la malattie rilevate tra i bambini chiusi nei sotterranei delle città ukraine con poco cibo, acqua e medicinali-si citava, peraltro senza dare un particolare rilievo alla notizia, anche la polio. Qualsiasi commento a questo ulteriore doloroso riemergere della malattia è superfluo.

Le famiglie in esilio di bambini uyguri detenuti in “orfanotrofi” statali nella regione cinese dello Xinjiang parlano dalla separazione (Amnesty International, 19/3/22)


Amnesty ha parlato con alcuni genitori in Italia  che non hanno più alcun contatto con i loro figli – anche di soli cinque anni – e non possono tornare in Cina perché temono l’internamento un campo di “rieducazione”.”La spietata campagna di detenzione di massa condotta da Pechino nello Xinjiang mette le famiglie separate in una situazione impossibile: i bambini non possono uscire dal paese mentre, in caso di rientro per prendersi cura dei figli, i genitori rischiano persecuzioni e detenzioni arbitrarie”, ha dichiarato Alkani di  Amnesty International  sulla situazione in Cina. Si stima che dal 2017 un milione o più di persone siano state arbitrariamente detenute nei cosiddetti centri di “trasformazione attraverso l’istruzione” o “formazione professionale” nello Xinjiang.  Mihriban e Ablikim, genitori ormai accolti dall’Italia che aveva concesso il ricongiungimento, non sono riusciti a contattare  i loro quattro bambini –  tra i 12 e i 16 anni. I ragazzini si erano messi in viaggio da soli attraverso la Cina per raggiungere il consolato italiano di Shanghai. A  Shanghai  però. sono stati sequestrati dalla polizia e rimandati in orfanotrofio. “Ora sono nelle mani del governo cinese e non so se potrò rivederli”, ha detto Mihriban. “La cosa che fa più male è che è come se noi fossimo morti e loro orfani”.

Telefono Azzurro aiuta i bambini ucraini non accompagnati a scampare la tratta.(La Stampa, 22/3/22)


Dal terrore di morire sotto le bombe al pericolo di finire nelle mani di trafficanti.  Per combattere questa battaglia Telefono azzurro è impegnata al confine tra l’Ucraina e la Polonia, tra Leopoli e Lublino.  Il presidente di Telefono azzurro,  Caffo, è andato sul posto.  «Finora in Polonia sono arrivati 1 milione e mezzo di minori ucraini – spiega  – e per la maggior parte sono bambini molto piccoli, non adolescenti, bisognosi di cure e di assistenza. Ci sono anche molti disabili che provengono da istituti ». A Stalowa Wola è stato organizzato un hub di prima accoglienza, poi i bambini vengono sistemati in centri specializzati,  case famiglia, e strutture delle tante associazioni impegnate a tutela dell’infanzia. Ma è una lotta contro il tempo per evitare che i bambini spariscano nel nulla. Il rischio è altissimo.  La seconda e la terza ondata hanno visto tantissimi minori soli e molto più indifesi e vulnerabili ».Telefono azzurro fa rete per proteggerli con  associazioni e  istituzioni, attraverso Missing children, la Federazione europea per i bambini scomparsi e sfruttati sessualmente. Telefonando al numero gratuito europeo 116000 è possibile ricevere aiuto. La linea è gestita in Italia dagli Interni tramite  Telefono Azzurro «Stiamo vivendo giornate difficilissime  perché mancano educatori, psicologi e mediatori   per migliaia di bambini che parlano  solo ucraino o russo. Ma c’è la collaborazione di realtà come Microsoft e Tik-Tok  per il riconoscimento facciale dei bambini».

Guerre e bambini: figli di un dio minore? Un commento dalla redazione del sito.


roci immagini ci stanno arrivando continuamente dall’Ukraina: morte, distruzione, dolore. Nessuno è risparmiato, uomini, donne, bambini in una infinita folle devastazione. Migliaia di profughi e tra essi tanti bambini, ghiotta occasione per trafficanti senza scrupoli. Sacrosanta l’attenzione su questa tragedia ma non possiamo tacere del dramma di tanti altri bambini che da anni ed anni si trovano in questa stessa situazione. Bambini africani o asiatici di Paesi anch’essi coinvolti  in guerre cui si presta solo una   distratta attenzione se non quando ci giunge l’immagine  di un piccolo, vestito di tutto punto e arrivato morto su una spiaggia.  Mi ha colpito un breve  flash  proposto da un TG nazionale, non ricordo quale, in cui si vedevano profughi accalcati intorno agli autobus predisposti per la fuga. Una folla di persone tutte bianche, con gli occhi celesti e capelli biondi.  Tra esse un nero che veniva allontanato a calci, ugualmente spaventato. Le immagini  sono durate pochi secondi e non sono più state riproposte. La guerra, con tutta la paura che provoca,  tira fuori il peggio da ognuno di noi. Giusta la solidarietà con il dramma della gente di quel paese coraggioso e indomabile,  oggetto di una sistematica distruzione , terribile vedere piccoli che si aggirano soli, disorientati su cui l’Unicef sta richiamando l’attenzione  perché  corrono  un non ipotetico rischio di tratta non si sa a quale fine. Ma ricordiamoci anche di tutti i bambini di paesi poveri e in guerra che sono già finiti o stanno per finire  nelle mani dei trafficanti. Non esistono figli di un dio minore: adulti o bambini siamo tutti uguali. Coloro che infliggono dolore- tutto sommato poveri diavoli privi di immaginazione e accecati dai facili guadagni- dovranno rispondere delle loro azioni. La vita è così breve!

Vi ricordate del piccolo siriano Aylan?

Nel mondo il 38% dei minori disabili ha subito atti di bullismo(Change.org 21/03/02)


Circa un terzo dei bambini e dei ragazzi con disabilità è stato vittima di almeno un episodio di violenza di tipo fisico, emotivo, sessuale, psicologica o verbale. Questo emerge da uno studio pubblicato su The Lancet Child & Adolescent Health, condotto  dall’Università di Oxford e della Beijing Normal University, in Cina, dopo una revisione sistematica di ricerche condotte tra il 1990 e il 2020 in 25 paesi. Il team,  ha considerato 98 lavori, in cui sono stati analizzati i dati di oltre 16,8 milioni di giovani di età compresa tra 0 e 18 anni. Stando  all’indagine, le persone con disabilità hanno una probabilità doppia di subire violenza, e circa il 38 per cento dei bambini diversamente abili subisce atti di bullismo o cyberbullismo da parte dei propri coetanei. Gli autori hanno scoperto che i tassi complessivi di violenza variano in base alla disabilità ed erano leggermente più elevati tra i bambini con disturbi mentali (34 per cento), e difficoltà cognitive (33 per cento), rispetto ai bimbi con disabilità sensoriali (27 per cento), limitazioni fisiche o motorie (26 per cento) e malattie croniche (21 per cento). In generale, i bambini diversamente abili dei paesi a basso reddito sono associati a tassi di violenza più elevati rispetto a quelli delle zone più agiate. 

Un dramma infinito: i bambini/e soldato.Perché e chi sono? Non dimentichiamoli!(da Intersos)


Sono 18 i Paesi nei quali, dal 2016 ad oggi, è stato documentato l’impiego di bambini soldato in conflitti armati: Afghanistan, Camerun, Colombia, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, India, Iraq, Mali, Myanmar, Nigeria, Libia, Filippine, Pakistan, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Siria e Yemen.I piccoli guerrieri vengono reclutati perché costano poco in termini di addestramento, non chiedono di essere pagati e perché, per la loro immaturità fisica ed emotiva, sono facilmente controllabili: con la paura e la violenza possono essere indotti ad ubbidire ciecamente. Alcuni minori si arruolano “volontariamente” per sopravvivere, in paesi devastati dai continui conflitti o per proteggersi dalle violenze o per il desiderio di vendicare le atrocità contro la propria famiglia o comunità…Alcuni bambini si uniscono ai gruppi militari per la sopravvivenza, perché viene loro offerta l’opportunità di mangiare regolarmente. Molti invece vengono rapiti, o arruolati con l’inganno o la violenza. Sono almeno  250.000 i  bambini  coinvolti in conflitti in tutto il mondo. Sono usati come combattenti, messaggeri, spie, facchini, cuochi, e le bambine, in particolare, sono costrette a prestare servizi sessuali. Due casi: Oscar e Samira, ospiti di una delle scuole professionali  INTERSOS nella Repubblica Centrafricana. Fino a tre mesi fa erano nemici, combattevano per due fazioni contrapposte. Oscar, che ha 16 anni, ha combattuto per 5 anni per vendicare l’uccisione dei propri familiari, e Samira di 17, si è arruolata dopo aver perso tutta la sua famiglia. Se un kalashnikov li divideva, ora una macchina da cucire li unisce. Lavorano ed imparano insieme , come se il passato non fosse mai esistito e l’odio fosse un ricordo troppo lontano per portare rancore. E hanno ripreso a sognare…

Ucraina, Soleterre: “Essenziale attivare treno per bambini oncologici intubati”(Dire, 17/3/22)


Ad Alessandra Radaelli, responsabile del Programma Salute Globale della FondazioneSoleterre sono state rivolte alcune domande. Una domanda banale, ma qual è la situazione in questo momento?
“Noi ci troviamo vicini all’aeroporto, dove facciamo confluire i bambinimalati mandati dai nostri colleghi ucraini e li trasferiamo  per farli ricoverare in alcuni ospedali italiani. Qui arrivano moltissime persone,  viene offerto  cibo caldo e una SIM card; poi, vengono aiutate a continuare il loro viaggio. Per il momento noi non siamo attivi in questi centri di accoglienza, ma abbiamo fornito medicinali e ci sono tutti i servizi necessari ai rifugiati in transito”.– Quanti bambini siete riusciti a trasferire fino a questo momento e in quali Paesi? “Abbiamo attivato cinque voli e trasferito all’incirca 25 bambini in Italia, dove i nostri colleghi, in collaborazione con Protezione Civile e’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia pediatrica, hanno identificato gli ospedali. Alcuni bambini devono ancora iniziare le cure, perché avevano ricevuto una diagnosi poco prima del conflitto, altri devono continuarle, mentre altri ancora hanno delle recidive.. ”. Proprio questa mattina ho ricevuto un messaggio dal nostro presidente che parlava di un’opportunità, forse, di attivare un treno per i bambini intubati. Complesso questo tipo di trasporto in un Paese con un conflitto attivo, ma è essenziale”.– La guerra in Ucraina è un dramma per tutta la popolazione del Paese. L’evento più brutale è stato il bombardamento dell’ospedale pediatrico di Mariupol. Qual è l’appello che vuole fare? Questa guerra porterà danni enormi a livello psicologico. Noi ci stiamo già attivando per trovare psicologi che parlino in russo e ucraino e che siano in grado di offrire un sostegno psicologico anche a distanza. L’appello, quindi, è che il nostro sforzo venga sostenuto  con donazioni ma anche da esperti.  Il trauma della guerra si manifesterà enorme nelle prossime settimane e nei prossimi anni; e se non viene fatta qualcosa subito c’è il rischio di rovinare  intere generazioni”.

Bambini di strada in Ucraina (digitalander. libero.it)


Solo di recente è emerso che in Ucraina vivono circa 3000 bambini di strada, Il 70% dei quali a Kiev. Spesso la polizia li ferma e li porta in internati-riformatori dove il trattamento è simile a quello riservato ai delinquenti comuni. Questi ragazzi, che, come tutti i bambini di strada del mondo vanno avanti sniffando colla, rubacchiando e prostituendosi, hanno alle spalle un breve ma traumatico passato, spesso sono psicologicamente disturbati. La “Caritas Spes” ucraina con altre realtà,  aveva avviato interventi per un recupero. Grazie all’interessamento di alcuni amministratori della capitale si era ottenuto l’utilizzo di due locali siti nelle vicinanze della Stazione ferroviaria, e in quartieri di periferia. In questi luoghi il bambino trovava, prima di tutto, serena accoglienza e si provvedeva affinché potesse lavarsi, cambiarsi e consumare un pasto. Poi  era nata l’idea di realizzare una casa di accoglienza. Si era individuata una casa a una ventina di chilometri da Kiev. Edificata su tre piani per un totale di 360mq, con riscaldamento,  orto e giardino. Con la guerra che fine avrà fatto questo sogno e questi sfortunati bambini saranno scampati alle bombe? Potranno ancora avere un futuro? Avevamo detto che non avremmo più dato notizie sull’Ukraina visto l’ampio spazio dedicato a questa tragedia da TV e reti di informazione, ma della situazione dei bambini di strada in una città aggredita dalle bombe nessuna parla. Eppure stanno lì terrorizzati e soli: come sempre ultimi fra gli ultimi.

bambine di strada a Kiev,,,prima della guerra

Ukraine. UN Agency chiefs: protect unaccompanied children fleeing Ukraine


Catherine Russell, Executive Director of the UN children’s agency, UNICEF, alongside the UN High Commissioner for Refugees, Filippo Grandi, urged countries taking in displaced Ukrainians to ensure these youngsters are immediately identified and registered.  Hundreds of thousands of children are among the refugees, including many who are unaccompanied or who have been separated from their parents or family members. Evacuation of children in institutions in Ukraine must be done in line with instructions by national authorities, they added. While grateful for the solidarity and readiness shown by countries, the UN officials stressed that unaccompanied and separated children are particularly vulnerable. Meanwhile, nearly 100,000 children in Ukraine, half of them with disabilities, are living in institutional care and boarding schools. 

Thousands of vulnerable children unaccounted for (BBC News)