UNICEF Italia e corona virus


«In Italia oltre 8 milioni di bambini in questo momento non stanno frequentando la scuola primaria e secondaria. I nostri cittadini più giovani rischiano di scontare sul lungo periodo gli effetti socio-economici di questa crisi» dichiara il Presidente dell’UNICEF Italia . «1,2 milioni di bambini nel nostro paese vivono in povertà, ed è a loro in particolare che dobbiamo pensare in questo momento storico. Gli interventi per la didattica online devono essere in grado di non lasciare indietro nessuno, compresi i nostri studenti con disabilità o appartenenti a gruppi vulnerabili.A tal fine l’UNICEF collabora con il Ministero dell’Istruzione per garantire a tutti i minori italiani eguali opportunità e servizi psico-educativi essenziali.L’UNICEF ha fatto appello a tutte le Istituzioni affinchè garantiscano gli strumenti necessari in modo che tutti abbiano accesso al diritto all’istruzione.»

Coronavirus, in difficoltà i bambini più vulnerabili: “Agire subito è fondamentale” (Save the Children, 26/3/20


Da qualche settimana ha preso il via in Italia il programma “Non da soli” di Save the Children. In questi giorni di emergenza coronavirus ha raggiunto già 20.000 persone tra bambini e adolescenti, famiglie vulnerabili e docenti, lavorando costantemente nel rispetto delle norme. L’emergenza coronavirus sta già avendo un impatto molto forte sulla vita di bambini e adolescenti, con lo stravolgimento della loro vita quotidiana e, in molti casi, con la perdita dei loro affetti, ma avrà effetti drammatici anche nel lungo periodo. A rischio – sottolinea Save the Childre, – sono soprattutto i minori più vulnerabili che vivono nei contesti più svantaggiati e di marginalità sociale, esposti alle conseguenze della crisi economica che colpisce le loro famiglie e all’aumento delle disuguaglianze educative dovute all’allontanamento dalla scuola.  In difficoltà i bambini più vulnerabili: Agire subito è fondamentale.Gli operatori lavorano  con famiglie vulnerabili, in condizioni socio economiche difficili, ma in queste due settimane abbiamo riscontrato un aggravamento della situazione, con un incremento delle richieste di aiuto materiale da parte delle famiglie che si sono trovate ad affrontare la perdita di lavoro di uno o entrambi i genitori. La parte che già prima era più fragile  si trova in condizioni drammatiche. Famiglie con difficoltà economiche gravi, che impediscono loro di acquistare alimenti per i propri figli e pagare le utenze, perché, avendo perso un lavoro occasionale e precario, non hanno risparmi ”, spiega Raffaela Milano di Save the Children. “Molte di queste famiglie hanno difficoltà a far accedere i figli alla didattica digitale perché non hanno una connessione a internet o magari hanno solo un telefonino dal quale sono costrette a far connettere uno o più figli per poter almeno rimanere al passo coi compiti.La crisi economica provocata dal Covid-19 rischia di portare a un drammatico aumento dei minori in povertà assoluta, che in Italia sono già 1,2 milioni.

Coronavirus Covid-19: don Di Noto (Meter), “aumentano adescamenti di minori e divulgazione di materiale pedopornografico”(Caritas, Agenzia SIR,17/3/020)


I pedofili e i pedopornografi non si fermano, neanche nel periodo del Coronavirus. Aumentano i loro adescamenti, la produzione e la divulgazione di materiale. Lo denuncia l’associazione Meter informando che, dal 1° al 16 marzo, ha inoltrato 138 segnalazioni, denunciato 182 chat pedofile, con migliaia di utenti e 19.809 video e foto pedopornografici . Le comunicazioni dettagliate sono state trasmesse da Meter agli investigatori, alla Polizia Postale e ad altre Polizie all’estero. “L’aumento esponenziale dell’uso dello smartphone e di internet, espone, se non vigilati, al rischio, soprattutto per i minori, di naufragare in chat pericolose, dove gente senza scrupolo adesca e chiede foto e video per i loro traffici turpi e ricattatori, approfittando della solitudine e della fragilità – segnala don Di Noto, fondatore di Meter –.

Un appello del Segretario Generale delle Nazioni Unite (Save the Children)


Un cessate il fuoco globale, chiesto ieri dal Segretario Generale dell’Onu, potrebbe aiutare a proteggere la vita di 415 milioni di bambini, che vivono in aree di conflitto e che stanno morendo per la violenza, perché reclutati e rapiti, detenuti e maltrattati. Questi bambini ora affrontano anche il rischio aggiuntivo di perdere  i familiari  a causa del virus o di essere contagiati loro stessi. È impossibile fronteggiare adeguatamente una simile pandemia quando cadono le bombe o andare in ospedale quando volano proiettili.Il Covid-19 attacca le famiglie ovunque indiscriminatamente ed è destinato a devastare le vite di milioni di bambini. Il mondo ha bisogno di unirsi insieme in questo momento e ciò non è possibile nei luoghi in cui la guerra infuria.Lo ha citato anche Papa Frncesco all’Angelus di oggi , 29 marzo,esprimendo la sua totale adesione.

Corona virus a Cox Bazar (Save the Children)


A Cox Bazar, in Bangladesh, è stato confermato il primo caso di COVID-19, notizia che desta fortissima preoccupazione per la presenza del più grande insediamento di rifugiati sulla terra. Migliaia di persone potrebbero morire. Un milione di Rohingya, la metà dei quali sono bambini, si sono rifugiati nei campi tentacolari di Cox Bazar dall’agosto 2017, quando sono stati costretti a fuggire dalle loro case di fronte all’esplodere della violenza in Myanmar.

 

Bambini poveri ed emarginati: corona virus ed istruzione(da Save the Children)


Circa 1,2 miliardi di studenti, pari a quasi i tre quarti della popolazione studentesca del mondo, sono stati colpiti dalla misura di chiusura di scuole e università disposta da più di 120 paesi. Questo numero è destinato a crescere man mano che aumenta la diffusione del Coronavirus,  necessaria un’azione urgente governi per evitare che milioni di bambini vulnerabili perdano la propria istruzione e per garantire loro  un apprendimento remoto inclusivo, riconoscendo che la chiusura delle scuole colpirà maggiormente i bambini più emarginati e vulnerabili. L’impatto della chiusura delle scuole si estende oltre l’interruzione dell’istruzione, comporta anche altri rischi per i bambini emarginati e quelli provenienti da famiglie a basso reddito, perché molti fanno affidamento sui pasti scolastici per sostenere la loro alimentazione quotidiana. La  situazione è senza precedenti. Il numero di bambini che nel mondo hanno dovuto abbandonare improvvisamente la scuola   equivale all’intera popolazione dell’India.
Sappiamo per esperienza che soprattutto in alcuni contesti se i bambini non frequentano la scuola, maggiori probabilità ci sono che non torneranno mai più, in particolare le ragazze e coloro che provengono da famiglie a basso reddito. È necessario che i poveri, disabili o emarginati,i rifugiati e i minori sfollati nei campi profughi vengano dotati di strumenti  per accedere a tecnologie di facile utilizzo. Se i piani non verranno attuati con urgenza, molti bambini corrono il rischio di non tornare mai più a scuola ed essere condannati a una vita di stenti e sfruttamento.

Giornata internazionale di Commemorazione della schiavitù e della tratta transatlantica degli schiavi(Televideo 25/3/2020)


Oggi si celebra la giornata di commemorazione della tratta degli schiavi. Oltre 15 milioni di uomini donne  e anche bambini sono stati vittime del commercio di schiavi transatlantici che si è protratto per oltre 400 anni. Forse non tutti sanno che lo schiavismo è iniziato in Europa  a partire dal X secolo e venne ammesso solo all’esterno delle nazioni.  Solo con l’Illuminismo   iniziò una graduale riduzione del fenomeno. La Giornata ha anche lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica contro il razzismo e i pregiudizi di oggi. Purtroppo il fenomeno è ancora molto presente. Secondo l’UNICEF, Nel mondo sono più di 150 milioni i bambini intrappolati in impieghi che mettono a rischio la loro salute mentale e fisica e li condannano ad una vita senza svago né istruzione. l’UNICEF considera la differenza tra child labour – sfruttamento economico in condizioni nocive per il benessere psico-fisico del bambino – e children’s work, una forma di attività economica più leggera e tale da non pregiudicare l’istruzione e la salute del minore. Secondo i dati dell’ILO, nel mondo 74 milioni di bambini sono impiegati in varie forme di lavoro pericoloso, come il lavoro in miniera, a contatto con sostanze chimiche e pesticidi agricoli o con macchinari pericolosi.E’ il caso dei bambini impiegati nelle miniere in Cambogia, nelle piantagioni di tè nello Zimbabwe, o che fabbricano bracciali di vetro in India. Tra le peggiori forme di lavoro minorile rientra anche il lavoro di strada, ovvero l’impiego di tutti qui bambini che, visibili nelle metropoli asiatiche, latino-americane e africane, cercano di sopravvivere raccogliendo rifiuti da riciclare o vendendo cibo e bevande.
Nella sola città di Dakar, capitale del Senegal, sono 8.000 i bambini che vivono come mendicanti. Altra faccia di questa tragica realtà è lo sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali, che coinvolge un milione di bambini ogni anno.

Un breve commento sui bambini siriani.


In questi giorni vi abbiamo ripetutamente proposto alcune notizie sulla situazione dei siriani in fuga, in particolare dei bambini, veri agnelli sacrificali di questa tragedia in luoghi lontani. Ne abbiamo viste tante immagini e, presi come siamo, dalla orribile situazione che stiamo vivendo qui in Italia,  in Europa e non solo,  non ci facciamo caso più di tanto. E’ comprensibile ma dobbiamo ricordarci che questi “minimi” sono anch’essi parte di quella Umanità che include tutti noi. Tra loro e noi non ci sono alla fin fine molte differenze. Siamo tutti accomunati dalla sofferenza che sembra essere il leit motiv della condizione  umana in cui ci sono però anche sporadici momenti di gioia. Come diceva  Sonam Cianciub, il Lama tibetano che molti amici del R.C.Cassia hanno conosciuto “questa Terra è un buon posto per vivere, c’è gioia e dolore e così possiamo comprendere quello da cui fuggire e quello che dobbiamo raggiungere”. L’unica via da seguire sta nel non cedere all’egocentrismo ed essere empatici e solidali, solidali con tutti coloro che stanno soffrendo nei nostri paesi il terribile e inaspettato dramma del virus che si è abbattuto su di noi -e  non abbiamo idea di quando ci lascerà- ma anche con tutto un popolo che sta da anni vivendo un orrore insensato. Per non parlare delle tante terribili situazioni di cui vi informiamo da anni su questo sito. Non cediamo alla tentazione della indifferenza e mandiamo un pensiero solidale e pieno di calore verso quest’esercito sterminato di bambini tribolati. Poi se ce la sentiamo di dare una mano agli italiani, agli europei e alle vittime di tanti paesi,  non mancano le  organizzazioni  cui rivolgerci, in primis  i nostri Rotary Clubs, presenti capillarmente ovunque nel mondo. E che il “servire al di sopra dell’interesse personale”  definisca le nostre vite,con empatia e  amore incondizionato verso tutti. Se riusciremo a portare qualche momento di gioia, i primi a beneficiarne saremo noi stessi.(N.d.R.)

Bambini siriani, la nostra indifferenza è la loro condanna a morte definitiva(Green me 3/3/2020)


I media stimano che gli sfollati causati dalla battaglia di Idlib siano 1.300.000.unnamedQueste persone si trovano ammassate tra la città sotto assedio e il confine turco, senza cibo, riparo, gas o elettricità. Molti di loro sono bambini. Per loro nessun futuro, ma solo sofferenza. È la tragedia umanitaria più grave del secolo.Sono terribili le parole di Nicolò Govoni, il 27enne italiano che aiuta i bimbi rifugiati, fra i nominati alla candidatura per il Nobel per la Pace. Uno che sa bene, insomma, che quello che sta accadendo in queste ore contro i siriani, bambini compresi, è quanto di più aberrante si possa immaginare. Dai gas lacrimogeni agli spari contro i gommoni, dagli hotspot lager in cui i piccoli arrivano addirittura a suicidarsi all’ennesimo corpicino esanime nel mare, che ormai somiglia più a un cimitero che a una distesa d’acqua salata.Le tensioni in Turchia, spiega Govoni, stanno raggiungendo picchi vertiginosi.Dall’altra parte della barricata, troviamo i greci, esausti anche loro, con gli hotspot, i campi profughi ormai conosciuti come  “lager europei a cielo aperto”.“ Un video mostra la guardia costiera che cerca di affondare un  gommone. E oggi come cinque anni fa, un bambino è annegato tentando la traversata. Suona famigliare? Forse stai pensando al bambino morto sulla spiaggia e nessuno sa dove sia la verità. Nessuno sa cosa fare nel piccolo per aiutare i bambini siriani. Tutto quello che sappiamo è che l’unica prospettiva che importa è quella di cui nessuno sta parlando: quella delle vittime innocenti.La vostra indifferenza è la nostra condanna a morte.”

 

Il dramma degli sfollati in Siria (Save the Children 18/2/020)


Almeno 7 bambini, tra cui uno di soli sette mesi, sono morti a causa delle temperature gelide e delle terribili condizioni di vita nei campi profughi a Idlib, in Siria.
Due sorelle di 3 e 4 anni hanno perso la vita dopo che la tenda nella quale vivevano ha preso fuoco perché la stufa non era sicura e la loro mamma incinta ha riportato ustioni sul corpo. “Anche un ragazzo di 14 anni, che viveva con la sua famiglia di sette persone in una piccola tenda, non ha retto alle temperature gelide”, ha dichiarato un operatore umanitario di Hurras Network,  partner di Save the Children a Idlib.  Dal 1 dicembre 2019, 450 mila bambini sono stati costretti a fuggire dalle loro case a Idlib, in Siria, da dove più di un quarto della popolazione è sfollata a causa della brutale escalation del conflitto in corso. Secondo le Nazioni Unite, dal 1 dicembre scorso su una popolazione di 3 milioni, 900 mila sono fuggite, di cui si stima che almeno la metà siano bambini.